Neil Jordan, regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, e vincitore dell’Oscar 1993 per la migliore sceneggiatura originale per il film La moglie del soldato. Jim Sheridan, regista che nel 1997 ha diretto The Boxer, nominato come “miglior film drammatico” ai Golden Globe. Jordan e Sheridan sono entrambi irlandesi e sono entrambi registi. Ma il cinema irlandese è costellato anche da altri talenti e da altre varietà artistiche. E la sua produttività ed espressione ha acquistato credenzialità nei mercati esteri circa trenta anni fa.
Nel 2007 a Roma nasce l’IrishFilmFesta. Nel 2010, al suo quarto anno, una rassegna, dal nome IrishFilmFesta.4 porta alla Casa del Cinema la presentazione dei nuovi film irlandesi in anteprima. L’evento, curato da Irish Film Institute, da Culture Ireland, da Tourism Ireland, dalla Roma&Lazio Film Commission, patrocinato dall’Ambasciata irlandese in Italia, e prodotto dall’associazione culturale Archimedia, ha offerto, dal 24 al 28 novembre, le proiezioni in originale con i sottotitoli dei nuovi film “Made in Ireland”. Registi, attori, sceneggiatori e produttori hanno presenziato le serate. Susanna Pellis, specialista di cinema irlandese, nonché ideatrice e direttrice della manifestazione, ha “aperto”, attraverso il suo lavoro, una finestra sulla verde Irlanda con una interessante selezione di film, documentari, cortometraggi, lungometraggi e alcuni convegni di approfondimento.
Esordienti, alla festa romana, sono stati titoli di notevole interesse: The Escapist (di Rupert Wyatt, 2008), Five minutes of Heaven (di Olivier Hirshbieger, 2009), Peacefire (di Macdara Vallely, 2008), His&Hers (di Ken Wardrop, 2009), Nothing personal (di Urszula Antoniak) e The Secret of Kells (di Tomm Moore, 2009). Non è mancata, comunque, la presenza nel programma del nome di Neil Jordan con Angel (1982) e Odine (2009).
Ed è proprio nell’ultima serata del festival e a chiusura di questa IV edizione che arriva, quasi in punta di piedi, l’opera di Tomm Moore, The Secret of Kells, una co-produzione tra Francia, Irlanda e Belgio, candidato agli Oscar 2010 come miglior film d’animazione che sorretto da un cast vocale all-Irish, e dalla presenza di Brendan Gleeson (attore irlandese visto in Le crociate e Troy), cattura l’attenzione e l’interesse del pubblico presente in sala. Nella squadra creativa del “candidato” all’Oscar troneggiano anche due nomi italiani: Alfredo Cassano e Alessandra Sorrentino.
La storia, un gioiello della mitologia celtica, è ricca di immagini colorate e racconta la creazione del celeberrimo Book of Kells. Quel manoscritto miniato, realizzato da monaci irlandesi del nono secolo, custodito presso il Trinity College di Dublino. Ma la storia è anche quella del dodicenne Brendan, il piccolo monaco che vive sotto la tutela dello zio, l’abate Celach, proprio nell’abbazia di Kells. Il giovane presto si troverà a fianco di Frate Aidan che lo incoraggia a completare la stesura del manoscritto. Una sottile linea di confine, un viaggio, tra l’età dell’infanzia e l’età adulta. La musica, quasi orientaleggiante, fluidifica l’opera rendendola dolce, pacata e tranquilla. Le immagini, i paesaggi, colpiscono la fantasia riportando il presente a quel passato di avanguardia, come solo le opere di rottura sanno fare. La bellezza sta nella semplicità della sua eleganza. I personaggi dai visi, dai corpi, stilizzati ma armoniosi, quasi come i cartoon degli anni ’70 del secolo scorso, scorrono, colorati, reali e narrativi. Vicini. E come un respiro libera. Libera la fantasia. Raccoglie le idee. E regala, attraverso i suoi colori pastello, la voglia di immaginare e di pensare che lo schermo appartiene a un’altra realtà e a un’altra dimensione. Quella di ieri.

