Omero Editore

Editoriali

Il peso delle parole

Che cosa succede quando una corda suona? Resiste a una pressione, modulandola. Ne segue una vibrazione che dalle mani del musicista giunge fino al corpo dell’ascoltatore. E non accade forse lo stesso nella letteratura?

L’essenza dell’artista

In cosa consiste l’essenza dell’artista? Nella capacità di leggere e sentire il mondo? Nella spontaneità di cogliere i movimenti che lo circondano attraverso occhi puri

Leggera consapevolezza

È trascorso del tempo. Le mattine assolate ci hanno riportato a ritmi, scorci e abitudini che abbiamo abitato o imparato a scoprire. Al termine di queste vacanze mi è capitato di chiedermi che fine fanno tutti i momenti che passiamo da soli

Qualunque sia la tua estate

Calcinacci. Pietre arroventate. Giardini chiari. Muri bassi. Cespugli e steli sulla terra brulla che cuoce adagio sotto la luce estiva e la salsedine soffiata dal mare.

Anagrammi assolati

Mare. Sale. Vento. Vento mare sale. Sale e risale un pensiero in un meriggio ventoso. Una barca galleggia. Una barchetta di carta si inzuppa. Il vento. La rotta non è ancora segnata.

Mutazioni

Vestire i panni di qualcun altro è cosa ardua e affascinante. È una sfida di non poco conto, come sa bene lo scrittore che si arrovella e riarrovella tra una stesura e l’altra di una scena.

A caccia di parole

Il bisogno di esprimersi è un bisogno primario, come bere o mangiare. Non è posticipabile, non è un desiderio che può passare in secondo piano, ma è essenziale come l’aria che respiriamo e che ci permette di restare vivi.

L’occhio del colibrì

Il colibrì può vedere molti più colori dell’essere umano. Anche lo scrittore può cogliere più sfumature nel mondo che lo circonda. Il colibrì fende il vuoto con le sue ali e genera un fruscio che non lo disturba.

La fine di una storia

Fine di una storia? L’espressione sembrerebbe già presagire un epilogo tragico per una storia che ad ascoltare vedere o leggere ci ha appassionati, che si è fatta seguire, suscitando la nostra piena complicità.

Sai, ho scritto un libro

«Sai, ho scritto un libro.» «Wow! E di che parla?» «È una storia complicata, di genere distopico…» «Racconta…» «Beh, riguarda un futuro abitato interamente dalle rane.»

Scrittura ribelle

Ti dicono e diranno che la vita devi prenderla così come viene. Ti diranno che le regole di una narrazione sono quelle di Aristotele da che egli proferì il verbo. Diranno, ti diranno tante cose… Ma tu cosa provi veramente? Cosa senti? Cosa vedi? Come organizzi il mondo? E qual è il tuo modo unico di raccontarlo?

Frutta e scrittura

Quanti semi ha un limone? A volte tanti, a volte nessuno. Dipende dalla pianta. Quanti picchi drammaturgici ha un racconto? Uno o nessuno, dipende dallo scrittore e dalla bontà della storia. E che gusto ha un limone?

Narrami, aedo…

Una mano liscia un tamburo. Comincia a ruotare vorticosamente isolando una tensione. Subentra un aedo, il silenzio è palpabile. C’è una scintilla nei suoi occhi fermi che trattengono la tensione del tamburo. Il pubblico col fiato sospeso attende.

L’arte e il tempo

Ogni forma espressiva ha bisogno di tempo per condensarsi e risultare efficace. Il pennello appena intinto sulla tavolozza del pittore seguirà una traiettoria unica nella sua esistenza, capace di fendere lo spazio, andandosi a posare su un punto esatto della tela. Pittore. Tela.

Giù la maschera

Le belle pagine dei romanzi hanno sempre smascherato la realtà. I personaggi che abbiamo più amato hanno attraversato il loro tempo con un’onestà che gli abbiamo spesso invidiato. Privi di ogni maschera ci hanno sempre detto il vero.

La ricetta di un racconto

Prendi un foglio, la tua confusione, una penna e il bisogno di esprimerti. Butta un po’ di convinzione sul tavolo e stendici sopra i tuoi ingredienti.

La verità di un personaggio

«Ma vuoi togliere quelle parentesi dal racconto?»
«È che mi servono a isolare un pensiero.»
«Ma il pensiero è tuo o del tuo personaggio?»

Noi e i personaggi

I personaggi ci portano a spasso lungo vie che non conoscevamo. Si muovono tra oggetti e cose che non abbiamo mai avuto.

Rivendicazioni di un computer

«Oh, finalmente mi consideri.»
«Ma che stai dicendo?»
«Quello che ho detto. Mi usi tutto il giorno e guardi il mio schermo come se io fossi quasi inesistente, come se non provassi emozioni, io.»
«Di’ un po’ computer, non è che stai andando in corto circuito?»

Libri indisciplinati

Ieri un libro si è messo a girovagare per casa. Il gatto ne era entusiasta, aveva trovato una nuova occupazione a cui dedicarsi. Superato il primo stupore gli si è avvicinato. Il libro così ha sfoderato la sua rigida copertina e gli ha dato un colpetto sul muso.

Storia di un ginocchio

Mi piego e mi stendo. Mi piego e mi stendo. È sempre stata così la mia vita, una costante ripetizione. Mi piego. E mi stendo. Mi piace. Anche a lei piace. Non le piace stare troppo seduta.

Architetture narrative

Scrivi scrivi scrivi fino a farti venire i crampi alla mano. Butta giù velocemente il vortice di intuizioni che  ti ruotano nella mente, disegna immagini con le parole, gioca, non ti fermare. Sì sì non ti puoi fermare, non adesso.

Iniziare

Vento. Mare. Vento-mare. Strada. Chiosco. Una busta vola. Clacson. Tanti clacson. Rami. Scarpe. Lampioni spenti. Passi. Un foglio bianco. Voci. Riprova. Il mento nella sciarpa. Bicicletta con rotelle. Cielo terso. Una riga buona. Passi.

Chiamate dal futuro

Sono una pencil e vengo dal futuro. Vengo a dirti che ormai anche noi, come le vecchie stilografiche (te le ricordi? te ne hanno mai parlato?) siamo in via di estinzione.

La scrittura è illusione

Scrivere è roba da illusionisti. Metti un aggettivo al posto giusto lungo una sequenza di parole ed ecco che l’acqua salata e fredda del bagnasciuga ti spinge a ritrarti indietro, con la spina dorsale puntellata da innumerevoli scariche elettriche che sembrano arrivare da ogni dove.

Una partita a domino

Scrivere è un po’ come fare una partita a domino, posizionando le pedine in verticale. Il numero che sta in cima alla pedina corrisponde alla base di quella successiva e cosi via.

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