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Voglio una pista da seguire

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Da quando ne ho memoria, mi ricordo china a scrivere su qualche foglio, o a leggere un fumetto, una piccola storia. Appena imparai a leggere penso di aver...

Da quando ne ho memoria, mi ricordo china a scrivere su qualche foglio, o a leggere un fumetto, una piccola storia. Appena imparai a leggere penso di aver avvertito la stessa sensazione di quando si inizia a muovere i primi passi: leggevo di tutto e mi sembrava di possedere la chiave del mondo. Più leggevo e più scrivevo. Più scrivevo e più non riuscivo a farne a meno, e ancora oggi è così.

Scrivere è una pulsione irrefrenabile e costringe a denudarsi senza pudori, a sventolare al mondo le proprie ossessioni. È una croce e contemporaneamente una delizia.

Per scrivere bisogna osservare, ascoltare, chiedere, odorare, toccare, i cinque sensi devono essere sempre vigili. Ogni piccola cosa può trasformarsi in un personaggio, un’idea, una pista da seguire. Dietro ogni volto si nasconde una storia, e dietro ogni storia una miriade di emozioni.

E così è andata a finire che la narrativa si è intrecciata con il giornalismo, una porta diversa per entrare nelle storie, ed è nata una collaborazione con un web giornale. A dirla tutta, il giornalismo è stato da sempre il mio sogno nel cassetto, nell’adolescenza mi immaginavo inviata di guerra o impavida giornalista di inchiesta, pronta a smascherare i misfatti del nostro paese.

Ho iniziato una nuova avventura, non so bene dove mi porterà, ma una delle regole del buon giornalismo, e della vita, è la serendipity, l’essere aperti ad accogliere ciò che si incontra mentre si sta cercando altro. Io sono qui, pronta.

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