Tourtugas match

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Tortugas match. Noi Italiani siamo più americani di quanto pensiamo. In provincia è più vero che mai. Dal vestire al fare la spesa.

Tortugas match. Noi Italiani siamo più americani di quanto pensiamo. In provincia è più vero che mai. Dal vestire al fare la spesa. Tanto che l’ultimo posto in cui si sente l’Italia sono le città. Nei piccoli centri si vuole essere come nei film. Belli, fichi e americani.
C’è una gara in moto che si chiama la Tortugas match. Una cosa distruttiva. Si tratta di attraversare zone inesplorate di montagna col solo ausilio della moto e del navigatore satellitare. Roba per gente tosta. Motociclette da enduro, pelle dura e delle buone protezioni fanno il resto.
Solitamente i partecipanti sono una ventina. Si scegli un inizio e un arrivo e si parte. Il percorso non è segnato. E ‘possibile ogni via. Ci si affida solo al Gps. Vi sapete immaginare che gara ne può uscire? Si passa da torrenti di montagna a gole profonde cento metri. Il problema è che non si sa niente fino all’ultimo. La filosofia dei Bikers è “al galoppo!”. Senza troppi pensieri e scocciature.
Un tizio di Roma è arrivato tre metri da un burrone prima di rendersene conto. Aveva trovato un buon viottolo e il navigatore gli dava sei km all’arrivo. Niente ha dovuto frenare e fermarsi un momento per riprendersi dalla tachicardia.
Molto spesso i percorsi da fare l’arrivo sono più di uno. Non si sa niente sull’itinerario fino all’inizio della gara. Si passa davanti a un computer dove si scarica sul proprio Gps il tracciato di massima.
I partecipanti dicono che non c’è modo migliore di affrontare la natura. Ci si sente persi e bisogna contare sul proprio fiuto e il proprio istinto. Nient’ altro. Due valori, secondo loro, che la nostra società ha perso. Si sceglie tra una frana o un viottolo solo in base a quello che dice il cuore. Può andare male, come può andare bene. Ma ci si rende conto di una cosa facendo questa gara: la nostra vita è appesa a un filo di seta e la natura è la sovrana.
Un tizio di Bergamo con una Husqvarna voleva guadare un fiume. Gli sembrava fattibile. Ha messo il mezzo sul greto e ha dato gas. È arrivato a metà con l’acqua che aveva sommerso completamente la moto. Un’onda gliel’ha strappata da sotto le gambe. Il tizio ha finito la gara a piedi.
Per vendere qualcuna di queste mirabolanti imprese mettete su You-Tube: Enduristi anonimi. Ce n’è per tutti i gusti. Dagli schizzi di fango a moto che corrono senza più aderenza. Da curve in controsterzo, a arrampicate su frane. Anche qui tutto fatto nello stile: ”Al galoppo”.

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