Niente paura: è solo la morte!

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Come spiegare la morte a un bambino? Glenn Ringtved e Charlotte Pardi ci sono riusciti con un libro illustrato.

“Non ho paura della morte”, diceva Mark Twain, “perché sono stato morto milioni e milioni di anni prima di venire al mondo e non ho provato il minimo disturbo”. Non tutti possono vantare la stessa fredda ironia del grande scrittore statunitense e preferiscono non parlare affatto della morte, rimuoverla rapidamente e non pensarci finchè non capita. Ma quando accade, quando la morte si presenta nelle nostre vite, l’effetto è devastante, perché non siamo preparati emotivamente ad affrontarla, o meglio ad accoglierla. E se è difficile per gli adulti, per i bambini il discorso è ancora più complesso: come spiegare a un bambino che quella persona non esiste più? Che dopo una lunga malattia ha smesso di vivere o che il suo cuore si è fermato improvvisamente? Lo scrittore danese Glenn Ringtved e l’illustratrice Charlotte Pardi ci sono riusciti con un libro dal titolo esplicativo “Cry, Heart, but never break” (Enchanted Lion Books), pensato per i bambini, ma indispensabile anche per gli adulti. Quattro fratelli stanchi di assistere impotenti alla malattia della loro amata nonna e consapevoli che presto morirà, decidono di allearsi e di impedire alla morte di arrivare. La morte però, porta sempre a termine il suo lavoro e così arriva: ma lo fa in modo diverso dalle aspettative. Dolcemente decide di sedersi con i bambini e di raccontare loro una storia sulla vita, sulla morte, sul dolore, sulla capacità di dire addio alle cose e alle persone, sull’inevitabilità di alcuni eventi. E, soprattutto sulla consapevolezza degli abbandoni, perché come diceva Salinger “Che l’addio sia triste o brutto non me ne importa niente, ma quando lascio un posto mi piace saperlo, che lo sto lasciando. Se no, ti senti ancora peggio”.

 

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