Il risveglio del Brasile dall’ubriacatura elettorale, come ogni post sbornia, è illuminato da lampi di atterrita memoria in cui riemergono voci rauche e ringhiose, rigurgiti di risse tra colleghi, parenti, amici, vicini, fratelli, coniugi e amanti, scambi di offese in pubblico alternati a progetti di affannose riconciliazioni. La politica creativa, specie al secondo turno elettorale, è riuscita a cogliere di sorpresa il Paese del Carnevale e disorientarlo proprio sul terreno degli scambi d’identità e delle inversioni di ruolo. Quando la leader ambientalista Marina Silva, pupilla di Chico Mendez ed ex compagna di partito di Dilma, ha assicurato il suo sostegno all’avversario del PT, Aécio Neves, schierandosi al ballottaggio con il partito conservatore, la polemica politica politica nei comizi e nei dibattiti è esplosa in pubbliche offese, diffamazioni, insulti omofobici. La rappresaglia ha utilizzato al meglio qualsiasi tipo di pregiudizio. L’ arcobaleno indomabile non ha conosciuto esorcismi in grado di restaurare le indispensabili inibizioni o, quanto meno, una vaga consapevolezza di perseguibilità giudiziaria. Dopo che un ex-presidente della repubblica ha spiegato la vittoria di Dilma con la concentrazione di preferenze espresse a favore della Presidenta nelle zone ad alto analfabetismo e scarsa capacità intellettuale, con particolare riferimento all’elettorato nordestino, il web ha festeggiato con una salve di messaggi discriminanti nei confronti della popolazione nordestina. Il territorio dei fake è il luogo dove la fantasia carnavalesca si è espressa al meglio. Ne ha fatto esperienza Chico Buarque de Hollanda che, dopo aver firmato un manifesto di sostegno a Dilma, si è trovato smentito da un alter ego. Il fake ha diffuso in rete la notizia del ritiro dell’appoggio di Chico a Dilma Rousseff mediante articoli, interviste e dichiarazioni contraffatte, fotocomposizioni adulterate di quotidiani e riviste.
Quando Chico Buarque ha rivendicato l’identità nel suo legittimo profilo Facebook e, quel che è peggio, ha smentito la notizia apocrifa, ha scoperto quanto numerosi fossero gli ammiratori del fake. Come sempre l’ Identità-ombra, il gemello oscuro, il sostituto che prende il posto del protagonista, ne sa sempre più di lui e gli svela aspetti della sua vita da sempre ignorati. Del resto Chico, già al suo primo impatto con i social network, si era accorto di cosa può nascondersi dietro l’angolo. Frasi tipiche del troppo amore deluso, come ad esempio ‘ Ti ammiravo tanto. Ora riposa in pace’.
Il video di Chico racconta lo sbigottito divertimento della scoperta di quanto si dica di lui su Fb.
– Un artista gira per strada viziato dai saluti affettuosi, riconosciuto e coccolato, illuso dai complimenti e dagli applausi, dalle file ai concerti e dalle canzoni cantate in coro… Quasi quasi riesce a superare la timidezza e a pensarsi amato. E poi quando va leggere i commenti su internet, dove le persone esprimono senza filtri quello che passa loro nella testa in quel momento, si scopre odiato…e che di lui dicono cose terribili.
– Questo vecchio! Guarda gli effetti dell’alcol sulle persone.Che ci fa ancora in giro questo vecchio?
“Ecco, questa è un’ ingiustizia: prendersela con l’alcol proprio ora che ho smesso di bere. Ma se c’è tanta rabbia non si può restarne ferito, rispondere con rabbia…magari ammalarsi e, quel che sarebbe più pericoloso, morirne….se muori, chissà i commenti …”
Eh già, da certe sorprese ci si salva solo con ironia. Il registro umoristico è quanto di meglio per chiudere in bellezza alcuni falsi amori, prima, molto prima che dalle sdruciture appaiano le consuete venature criminali.
