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Quel pasticciaccio brutto al bordello “Sfila e Uncina”

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“Tu Stira l’onorevole Rughetto, tu Attira il cardinal Marcione, tu Ammira l’ingegner Gatto, tu Mafalda…tu…l’appuntato scelto della guardia di finanza Merdone…” così elencava i clienti della serata Donna Olimpia,  proprietaria, insegnante, gestrice unica, leader carismatico e tutto il resto immaginabile del più antico bordello autorizzato della città di Rubapopoli, il Bordello “Sfila e uncina”,

“Tu Stira l’onorevole Rughetto, tu Attira il cardinal Marcione, tu Ammira l’ingegner Gatto, tu Mafalda…tu…l’appuntato scelto della guardia di finanza Merdone…” così elencava i clienti della serata Donna Olimpia,  proprietaria, insegnante, gestrice unica, leader carismatico e tutto il resto immaginabile del più antico bordello autorizzato della città di Rubapopoli, il Bordello “Sfila e uncina”, frequentato da molta dell’élite culturale, politica e imprenditoriale della città e da qualunque altro genere di maiale. “A quelle tre suore sempre uomini ricchi e a modo, a me invece sempre il solito morto di fame che lascia mance da schifo e che non si lava … maledetta Donna Olimpia, ma chi si crede di essere?!? Gliela farò pagare un giorno” … così si lamentava Mafalda, l’ultima arrivata al Bordello, giovane e ambiziosa, che mal sopportava le preferenze di Donna Olimpia per le sue tre figlie Stira Attira e Ammira… “vieni con le sorelle Stira Attira e Ammira, e rimarrai senza una lira” … così ripetevano sempre  come loro slogan … ed avevano ragione, perché erano belle e cristalline come il mare della Sardegna, erano profumate come i boschi della Lorena, erano gentili ed educate come i Cervi della foresta nera … Mafalda invece … “Bartolo, vieni qui, devi pulire il cesso che mi sono confusa e ho cagato nel lavandino invece che nel coso a forma di chitarra. E dopo aiutami a raccogliere il pus che mi esce dai brufoli del culo che ogni volta che mi siedo è una carneficina! E porta del diserbante che devo togliermi i peli di quel cretino di Merdone dalla faccia, che ormai si confondono con la mia barba”… così Mafalda si rivolgeva a Bartolo quando era di buon umore; Bartolo era il pulitore, colf, badante, custode, autista e portiere del bordello…secondo marito, appena sopraffatto, di Donna Olimpia e patrigno delle tre sorelle. E se Donna Olimpia non lo trattava benissimo, ancora peggio lo trattava appunto Mafalda che gli strillava contro ogni santo giorno qualunque genere di insulto … ma Bartolo sopportava tutto, per paura della moglie e perché, sotto sotto, voleva bene a Mafalda.

 

Un giorno come gli altri, mentre Stira Attira e Ammira si specchiavano ognuna negli occhi dell’altra, mentre Donna Olimpia componeva i turni delle ragazze per la sera, mentre Bartolo raccoglieva le unghie di 8kg l’una di Mafalda, e mentre Mafalda si spargeva il viso di caccole, arrivò al Bordello un invito che recitava “stasera la Signora Donna Olimpia e le sue protette sono invitate alla gran cena di Palazzo Sozzoni dall’Onorevole Presidente Commendator Insalatone. La migliore tra le dolci signorine sarà scelta nientepocodimenoche come sua fidanzata ufficiale! La così detta lattuga dell’insalatone! N.B. Le fanciulle sono invitate a ridere ai giochi di parole del Presidente Insalatone; la tenutaria del bordello di appartenenza della fanciulla sarà insignita del titolo ufficiale di Gran Regina di tutti i Bordelli di Rubapopoli; si consiglia abito strappabile; astenersi perdi Tampax.” … “EVVIVA!!! Che occasione!!!” esultò Donna Olimpia … mai era riuscita ad arrivare così in alto…niente meno che Palazzo Sozzoni e il presidente Onorevole Commendator Insalatone !!! “Allora Stira, tu metti il vestito a francobollo rosso, tu Attira vestiti da Monaca stronza e tu Ammira vestiti da Carabiniere che a quello schifoso di Insalatone piace frustare le forze dell’ordine…andiamo con l’auto blu e guido io; tu Bartolo resta con Mafalda a far guardia alla casa, che io quel cesso non me lo porto…poi se resta qui terrorizza anche i ladri e almeno si rende utile.” Cosa?!?!?!? Mafalda non poteva credere alle sue orecchie a sventola … “finalmente ci invita il grande Insalatone, c’è la possibilità che una di noi diventi addirittura la sua fidanzata, e tu dici che io devo rimanere a casa?!?!?!? Voglio anche io la mia chance !!! Allora sai che faccio!?!? Chiamo l’appuntato Merdone e ti denuncio alla finanza!!!” … “Ahahaha” rise indifferente e sguaiata Donna Olimpia “fa quel che vuoi…però resti a casa!!!”.

 

Donna Olimpia aveva finto solo però indifferenza. In realtà era un po’ preoccupata per le eventuali reazioni sconsiderate di Mafalda e così chiamò l’appuntato Merdone e gli disse “senti Merdone, vieni qui stasera e tieni a bada Mafalda, che ho paura che faccia qualche pasticcio mentre siamo a cena dall’Insalatone” … Merdone non attendeva altro…lui era innamorato sinceramente di Mafalda e spendeva tutto il suo misero stipendio al bordello per stare con lei…ed era il suo unico cliente.

 

Le tre sorelle Stira Attira e Ammira con Donna Olimpia si mossero alla volta del Palazzo Sozzoni proprio mentre Merdone entrava nel bordello … “fuori di qui Merdone. Non voglio vederti!!!”… “dai Mafalda apri … faccio tutto quello che vuoi” … tutto quello che voglio … Mafalda cominciò a farsi strane idee… “Merdone, entra e comincia a toglierti l’uniforme…” … Merdone si toglie l’uniforme … “ora le manette” … Merdone si toglie le manette e le da a Mafalda… eccitatissimo … Mafalda lega Merdone al letto, si infila la sua uniforme…e scappa via … “Ciaoooo Merdoneeeee me ne vado a Palazzo Sozzoni” … “no Mafalda, non farlo, a mezzanotte a palazzo Sozzoni è prevista una retata dei colleghi della Guardia di Finanza !!!” … niente da fare, ormai Mafalda era lontana … aveva costretto Bartolo, minacciandolo con la pistola di Merdone, a saltare sulla gazzella della Guardia di Finanza e a portarla al Palazzo … ma Mafalda, preoccupata che potessero riconoscerla cercava un ulteriore escamotage e se ne lamentava, con il suo solito tatto, con Bartolo “inutile imbecille, aiutami, come faccio a non farmi riconoscere!?! Mi cospargo la faccia di merda?!?” e Bartolo “Umm … così non è che cambierebbe molto, fai una cosa, usa la mia parrucca ricciolina”… Bartolo tirò fuori dalla tasca una parrucca di capelli ricci di una bellezza inverosimile… “ehm…scusa, perché giri con una parrucca di capelli ricci in tasca?!? e perché indossi una minigonna? E perché hai un vestito di Swarovski? E perché quelle piume di struzzo? E perché il reggiseno a forma di piramide di Giza? E perché…” … “e basta Mafalda, oltre che deforme sei pure scema! Cavolo hai l’intuito di una zanzara morta…vado, chiaramente, al concorso per sosia di Vasco Rossi che si tiene tutti i giovedì sera al mercato del Tufello…” … anche se poco convinta Mafalda aveva accettato la spiegazione.

 

Data in custodia la pistola a Bartolo e indossata la parrucca era entrata nel palazzo vestita da finanziere presentandosi come una delle cameriere del catering (i collaboratori di Insalatone non brillavano neanche loro per intuito in effetti…)…c’erano tutti in sala da pranzo… il presidente Insalatone era seduto sul trono, poi c’era l’onorevole Rughetto, il regista tedesco di film d’autore Pallocraz, l’on Cirino Ciccionino, ministro alle infrastrutture e alle orge di stato; insomma i più importanti vip ed intellettuali della città. Mafalda approfittò della confusione delle danze per lanciarsi in un ballo sfrenato … l’on Ciccionino sparò subito un rutto terrificante di approvazione degno di un dinosauro e mostrò ai commensali una disgustosa erezione degna di due dinosauri; Pallocraz iniziò a masturbarsi con un superotto appartenuto ad Hitler; Donna Olimpia era ubriaca fracida e si stava cucinando un colombo ancora vivo infilandolo con la testa nel tostapane a scatto. Ma il più colpito fu proprio Insalatone, incantato dalla grazia di quei capelli ricci che si muovevano sinuosi ballando il valzer con i suoi pensieri sconci … proprio mentre Insalatone stava per decidere chi lo avrebbe accompagnato in camera, da fuori si sentirono delle grida … “la finanza, scappiamo!!!”… scoppiò la confusione più totale nella sala, un fuggi fuggi generale, e a Mafalda, nella foga, volò via la parrucca…Insalatone nel giro di venti minuti (e soprattutto dopo aver mandato a fare in culo la guardia di finanza che era di sua proprietà) si ritrovò solo nella grande stanza del trono, e con in una mano la parrucca  e in un’altra il colombo senza testa dichiarò al soffitto “io la troverò!!!”. E il colombo gli cagò in testa … con tutto che era morto.

 

Il giorno dopo cominciò il suo giro di Bordelli. Al primo, “La mazza che ammazza” si presentò verso le 21 e si aggirava a suo agio tra la sala di accoglienza “Onorevole Mastrocchio buona sera anche lei qui? Dottor Pallone i miei ossequi a lei e alla sua signora, Professor Frocion, e io che pensavo avesse altri gusti…”; fece provare la parrucca a tutte le ragazze/ragazzi del bordello, ma nulla; al secondo Bordello “Il milite incoito” arrivò alle 22. Anche qui faceva come fosse a casa sua “Maestro Oromolino, complimenti per le sue ultime creazioni, Reverendo Carloni, e io che pensavo lei non salisse mai sopra i 12 anni”… anche qui fece indossare la parrucca a tutte, ma nulla. Alle 23 arrivò al “Sfila e uncina”… Donna Olimpia vedendo arrivare il presidente Insalatone subito chiamò Stira Attira e Ammira “presto presto, correte, Insalatone viene a cercare la sua amata!” la voce era ormai girata tra le tenutarie di bordelli e Donna Olimpia non vedeva l’ora di accasare una delle tre sue bellissime protette per poter diventare la regina di tutti i bordelli della città. Ma anche qui la prova della parrucca non sortì effetto. Insalatone piangeva come un bambino “non troverò mai la mia finanziera, sigh sigh” …  finché … “aiuto fatemi uscire da qui!!!” Era Merdone, ancora legato al letto…tutti salirono su per vedere chi gridasse in quel modo “io so chi state cercando presidente Insalatone … era vestita da finanziera?!? allora è Mafalda! Andate a chiamarla, e  vi prego, liberatemi!” Nessuno si interessò a liberare Merdone, mentre Mafalda, che stava mangiando insieme ai maiali e Bartolo, fu chiamata con  uno strillo terrificante da Donna Olimpia … “Mafaldaaaaaa!!!”. Due maiali morirono all’istante; ma ciò che era più importante era che Mafalda aveva sentito il  richiamo, e così corse su con Bartolo nella sala ove giaceva abitualmente con Merdone e dove ora l’attendeva l’intera combriccola. Nella stanza da letto, con Merdone ancora ammanettato, Mafalda indossò la parrucca, e la verità fu chiara a tutti. Insalatone, con gli occhi ancora lucidi per la commozione affermò a gran voce e profonda enfasi “Ammazza che cesso, ma quanto cazzo avevo bevuto quella sera!?!” E Donna Olimpia “e no Insalatone, l’hai cercata tanto, adesso te la prendi e io diventerò la regina dei bordelli della città”; e Insalatone “stai zitta vecchia troia, fatti i cazzi tuoi e tienitelo tu sto cesso a pedali” … e poi … uno sparo… Bartolo aveva impugnato la pistola di Merdone e fatto fuoco contro Insalatone, che cadde morto come una foglia di Ciliegio a gennaio “così impari ad offendere mia moglie e la mia unica figlia Mafalda che mi vuole bene e mi rispetta sempre”… disse fiero Bartolo … e Donna Olimpia “perché lo hai fatto?!?! Non sarò mai la regina dei bordelli di Rubapopoli!” e Bartolo “…l’ho fatto perché al primo atto di questa rappresentazione c’era una pistola, e si sa, se al primo atto c’è una pistola, al terzo atto deve sparare” … e Mafalda “ma qui mica siamo nel Giardino dei Ciliegi di quella baldracca di tua madre, vecchio imbecille di un padre, questa è una favola!!!” … “bhè, sarà pure una favola, ma per me, è una favola non a lieto fine” e detto questo, Bartolo mise la pistola nel primo orifizio libero di Merdone, sfilò la parrucca a Mafalda, la indossò e uscì altero dalla stanza cantando “respiri piano per non far rumore, ti addormenti la sera e ti risvegli col sole…”

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