Oggi 28 febbraio 2013 è l’ultimo giorno di pontificato di Papa Benedetto XVI, che da domani sarà titolato Papa emerito. Da questa sera si ritirerà nella residenza estiva di Castel Gandolfo, dove dimorerà per circa due mesi prima di essere trasferito presso il monastero Mater Eccelsiae, nei giardini vaticani, le cui stanze dedicate sono attualmente in ristrutturazione.
Castel Gandolfo attende il suo papa questo pomeriggio intorno alle 17,30.
L’ultimo saluto di Joseph Ratzinger, in veste di Papa in carica, alla cittadina che dal 1626 è residenza pontificia e che ha sempre accolto con calore tutti i pontefici, avverrà dal balcone del cortile interno del Palazzo Apostolico intorno alle ore 17,45. E’ in preparazione una fiaccolata di benvenuto ed è prevista la presenza di circa 10.000 persone. Il sindaco, Milvia Monachesi, afferma che l’accoglienza per cui è strutturato il paese è di circa 3-4 mila persone – vi risiedono 9.000 abitanti – e che pertanto si è reso necessario il ricorso anche alla protezione civile e alle forze dell’ordine dei paesi limitrofi.
Fra i cittadini del paesino dei Colli Albani una sorta di sbigottimento e dispiacere, ma anche di rispetto per una decisione difficile e sofferta.
Il Papa tedesco, succeduto al grande pontefice dei giovani Giovanni Paolo II ed entrato quasi in punta di piedi, consapevole che sarebbe stato difficile competere con il suo illustre predecessore, clamorosamente fa la sua uscita di scena ammettendo la sua umana debolezza. E Castel Gandolfo si stringe intorno a lui, manifesta la sua paura per quello che sarà il futuro di Papa Ratzinger, quel Papa che qui tutti ricordano stanco e provato nelle sue ultime apparizioni alla residenza estiva. Emerge la paura che finisca la sua vecchiaia solo e dimenticato, perché non si è abituati a pensare un Papa dimissionario: l’ultimo di cui si ha memoria è Papa Gregorio XII (1415-1418), di cui si attese la morte prima di eleggerne il successore. La paura che un uomo tanto grande possa avere lo stesso destino di migliaia di persone comuni della sua età si avverte nei discorsi degli avventori di un piccolo bar del paese. La tenerezza e l’umana pietà si percepiscono negli sguardi delle persone in strada quando gli si chiede cosa ne pensano di questa decisione.
Incontro Marisa, 55 anni, all’uscita dell’Ufficio Postale. Alla domanda di cosa ne pensi delle dimissioni di Papa Ratzinger risponde: “negli ultimi tempi il Papa mi è sembrato troppo anziano e stanco per sostenere il peso della grande responsabilità che la sua carica gli impone”. Poco distante c’è Giovanni, 68 anni, che interviene un po’ contrariato: ” Papa Ratzinger avrebbe dovuto fare come Papa Wojtyła perché un cristiano sopporta le sofferenze fino alla fine”. Un gruppo di giovani si avvicina e si unisce alla conversazione. Luca, 22 anni, asserisce: “non sono d’accordo, non è giusto costringere una persona a sostenere un impegno così grande quando non più in grado fisicamente di sostenerlo”. E Francesco, 24 anni, “se la guardiamo dal punto di vista cristiano è stato un atto di amore verso la Chiesa e i suoi fedeli”. Ma Giovanni incalza: “sì ma la Chiesa ci insegna che bisogna sopportare le sofferenze”. “E’ giusto quello che dice lei”, continua Francesco, “ma nel suo stato di salute come potrebbe svolgere le sue funzioni Papa Benedetto XVI?”. Un altro anziano interviene, è Sauro 72 anni, “per voi giovani sarà normale ma ai nostri tempi nessuno avrebbe accettato le dimissioni di un Papa, anche Papa Giovanni Paolo II era vecchio e malato”. E la discussione continua ma è tangibile che anche Papa Ratzinger ha conquistato un posto speciale nei cuori degli abitanti di Castel Gandolfo così come fece il suo amato predecessore.
