Il mio amico Osvaldo e l’ultimo libro di Murakami Haruki (Foto di Mariagrazia Veneziano)

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Sto per salire sul motorino quando lo vedo arrivare di corsa. – Ciao Osvaldo – gli faccio appena mi è vicino.

Sto per salire sul motorino quando lo vedo arrivare di corsa.

– Ciao Osvaldo – gli faccio appena mi è vicino.

– Ciao – mi risponde con un bel sorriso – dove vai?

– A giocare a poker a casa di Andrea, con Mario e Alessio; amici dell’università che non conosci. Il mercoledì è appuntamento fisso. Tu? Da mia sorella?

– Sì, però prima devo darti il mio regalo di Natale.

E’ in quel momento che mi accorgo che ha la mano destra dietro la schiena.

– Regalo di Natale? Osvaldo manca ancora un mese a Natale.

– Lo so, ma tu sai che adoro giocare d’anticipo.

Certo che lo sapevo! E stupido io a farglielo notare! Pensate solo, per farvi un esempio recente, che  quest’anno mi ha dato il regalo di compleanno il 20 Aprile. Io compio gli anni il 9 Giugno. Cosa volete che vi dica! E’ fatto strano così!

– Per te!

Mi mette davanti agli occhi un libro. Non è incartato.

– Bellissima la carta da regalo che hai scelto! – gli dico ridendo.

– Non ho avuto il tempo di incartarlo.

Continuando a ridere lo ringrazio e lo abbraccio. Poi gli sfilo il libro dalle mani.

Leggo la casa editrice: Einaudi. Mi piace.

Guardo la copertina: sfondo bianco, e in rilievo, un ramo d’albero grigio quasi del tutto secco con quattro mele rosse (almeno a me sembrano mele) attaccate sopra. Mi piace.

Leggo il titolo: I salici ciechi e la donna addormentata. Mi piace.

Leggo l’autore: Murakami Haruki. Non mi piace più niente.

Guardo Osvaldo sconfortato.

– Questo scrittore è per caso uno scrittore giapponese Osvaldo?

– Sì, nato a Kyoto nel 1949.

Lo scoraggiamento sul mio volto aumenta.

– Lo so lo so che non ti piacciono gli scrittori giapponesi ma lui, te lo giuro, ti piacerà da morire!

La mia mente, nel frattempo, è tornata repentina a casa di Andrea e al suo tavolo da poker.

– Questo è il suo ultimo libro – mi fa con voce entusiasta – ventiquattro bellissimi racconti; racconti in cui Murakami abbraccia i generi e i temi a lui più cari: l’ironico; la nostalgia degli anni sessanta, quelli della sua giovinezza; l’angoscia degli uomini intrappolati nelle loro esistenze segnate da profonde inquetudini; il fantastico, che molto spesso riesce a mescolare, con eccezionale bravura, con spaventose tinte horror…

Cazzo è tardissimo! Andrea e gli altri staranno già distribuendo le fiche sul tavolo!

– …ma la cosa che adoro di più di lui è la sua scrittura! Una scrittura controllata, che non ha fretta, dove è molto raro vedere una frase fuori posto. Una scrittura nella quale hai la sensazione che ogni parola, ogni segno di punteggiatura, si trovino lì perchè è proprio lì che in quel momento devono stare. Una scrittura che sa ammaliarti, trascinarti lentamente dentro le storie, nelle pieghe delle loro trame (che tra l’altro non mancano mai di originalità), nei loro movimenti, nei loro ritmi, nelle psicologie dei personaggi che ci si muovono dentro, e poi…

Oggi credo che blufferò più del solito!

– …e poi è inutile che stia qui a dirti queste cose! Devi leggerlo per capire! Lo leggerai vero?

Poker d’assi! Un bel poker d’assi voglio vedere stasera tra le mie mani!      

– Ehi mi ascolti?

No.

– Sì – rispondo.

– T’ho chiesto se lo leggerai!

– Certo! Grazie per il pensiero Osvaldo! Davvero!

Lui mi guarda poco convinto, e poco convinto mi saluta e se ne va verso il portone del mio palazzo.

– Dimenticavo – mi dice prima di citofonare – secondo me i racconti più fighi sono Granchi e Lo specchio. In quest’ultimo c’è dentro una tensione che ti si mangia vivo! In poche parole te la fa fare sotto dalla paura! In Granchi invece c’è, per quanto mi riguarda, la più straordinaria, raccapricciante descrizione del vomito che abbia mai letto in vita mia. Presta attenzione anche al racconto fantastico L’uomo di ghiaccio, e al Il folclore dei nostri tempi – Preistoria del capitalismo avanzato: storia nella quale risalta, come ti accennavo prima, l’aspetto più nostalgico di Murakami. Ah, poi i racconti Il tuffetto e Splendore e decadenza delle ciambelle a cono sono divertentissimi! Quello delle ciambelle poi ha un finale…bè, leggi leggi amico mio! Dammi retta!

Appena scompare dalla mia vista apro la sella dello scooter e lancio il libro sotto. Poi prendo il cellulare e chiamo Andrea.

– Ciao, sì è tardi lo so, fra una quindicina di minuti sto lì!

Riattacco veloce e metto il casco. Prima di chiudere la sella lancio un ultimo sguardo al libro. Ma sì, penso, leggiamoceli pure due, tre racconti di questo Murakami! Sono proprio curioso di vedere se è davvero così bravo! Alla lettura però, penso subito dopo, mi ci dedicherò domani, perchè stasera, è la sera solo del poker!

– Andrea! Mario! Alessio! Preparate i vostri soldi che sto venendo a prendermeli! – esclamo mentre metto in moto e parto di scatto.

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