Albina e l’aspirapolvere

di

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"Mettiamo subito le cose in chiaro: da oggi in poi voglio essere rispettato. Lo vuoi capire...

“Mettiamo subito le cose in chiaro: da oggi in poi voglio essere rispettato. Lo vuoi capire che mi devi spingere impugnando la maniglia e non tirandomi per il tubo flessibile?”

“Ma sta zitto cretino! Se mi abbasso, mi esce l’ernia.

“Ma quale ernia, dimmi piuttosto che non vuoi faticare. Sei una lavativa!”

“Ma sta zitto, cretino! Che ne sai tu di malattie. Sei un oggetto di metallo e plastica al mio servizio, quindi, ti uso come mi fa più comodo! ”

“Se continui così, sarò tuo schiavo ancora per poco. Vedrai!”

“Ora, passi alle minacce? Che intendi dire?”

“Che hai le ore contate, in questa casa. Presto ti arriverà una zampata sul quel panettone che hai in fondo alla schiena… e ciao Albina!”

“Da chi? E per quale motivo?”

“Prima di tutto perché stai distruggendo me. Uno di questi giorni romperai anche il tubo, allora sì che arriverai al disastro! Mi sbatacchi tra gli stipiti e contro i muri. Sono tutto ammaccato! Ero così bello! Rosso, lucido, con le cromature scintillanti. Guardami ora: non ho più colore, i graffi aumentano ogni giorno di più e sono rivestito di polvere. Secondo moti…”

“Basta! Sta zitto, cretino! Se ti lamenti ancora ti rifilo io un calcione! Proprio lì, dove non sei ancora acciaccato.”

“Tu non sei una colf, sei solo una servaccia prepotente!”

“Tie’, e se non stai muto, te ne tiro un altro e poi ti sbatto al muro.”

” Ahhh! Mi hai fatto male. È inutile che cerchi di spostarmi, non vedi che mi hai incastrato tra le gambe del tavolo e quelle della sedia? Non vedo l’ora che la padrona ti licenzi!”

“Ma che dici? Che farnetichi?”

“Io non farnetico. Ti sto enunciando il secondo motivo.

La padrona ha visto che hai scheggiato, di brutto, lo stipite del bagno. L’ho sentita dire: questa cialtrona non la sopporto più, mi sta distruggendo casa! Ah! Ah! Ha ragione! sei proprio una cialtrona!”

“Maledetto aspiratore, scommetto che sei stato tu a fare la spia!”

“Ahi! Che botta! No, lo sai bene che posso parlare solo con te… forse perché sei più simile a un oggetto che all’aspetto umano

Ti manca l’anima, mia cara! Aiuto! Ecco fatto! Hai strappato il tubo!”

Una nuvola di polvere, briciole, peli di gatto, di cane, piume di canarini e quant’altro, investe la colf.

Albina cerca di schiacciare l’interruttore, ma non lo trova. È accecata! Tossisce, fatica a respirare, sforzi di vomito scuotono le spalle e lo stomaco. Ha perso la voce.

“Finalmente stai zitta tu, cretina!”

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