La TerraMadre di Valentini

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L’arte di Nanni Valentini – la voce della Terra, l’artista che a Milano collaborò con Lucio Fontana – come inseguendo un lungo segno che si muove a ritroso ricalcando le orme di passi antichi, alla fine della sua vita tornò alle origini.

L’arte di Nanni Valentini – la voce della Terra, l’artista che a Milano collaborò con Lucio Fontana – come inseguendo un lungo segno che si muove a ritroso ricalcando le orme di passi antichi, alla fine della sua vita tornò alle origini. Dapprima in bilico tra ceramica e pittura Valentini accarezza il confine tra il visibile e il tattile, poi nel 1972\73 la scelta si configura come un intimo bisogno a cui l’artista risponde con uno scritto dal titolo Ho scelto la materia. L’ingegno polimorfo incise su creta e dipinse su tela creando un’universo espressivo in cui terracotta, colore e parole sembrano avere un’unica origine spiegabile attraverso sottili corrispondenze: le tonalità utilizzate nei dipinti ricordano l’azzurro di alcune ceramiche dell’artista, la terra applicata su tela può essere associata alla tecnica dell’ingobbio, un rivestimento formato da un velo di terra applicato sull’argilla parzialmente essiccata.

 

L’accurata selezione delle opere risponde a criteri antologici intimamente connessi alla lettura critica degli scritti lasciati dall’autore. Lungi dall’essere puntuali delucidazioni o infallibili chiavi di lettura, le pagine di Valentini sono parte integrante dell’attività artistica, sviscerata nell’intimo momento della creazione ma mai svelata completamente. Dal bisogno di far luce sulle interconnessioni tra pittura, sapere artigianale e poesia, trae origine l’esposizione, ne è indice l’ossessiva presenza della Terra in ogni opera che ricorda la forte anafora presente nei diari dell’artista.

 

Corpi sinuosi femminili si insinuano tra i segni dei quattro elementi, volti ovali, anonimi, appaiono ombre che incombono su pagine scure dense di dolore, forme plastiche svelano i segreti della terracotta. L’ossessione per la terra è un richiamo antico, un atavico cordone ombelicale, l’inspiegabile fonte primaria a cui tendono le cose del mondo. La Terra non è solo materia da plasmare ma anche da osservare, interpretare allo scopo di riprodurne i segni attraverso l’arte. La Terra di Valentini è un luogo sconfinato, che è dentro e fuori la singola opera frequentemente collocata a contatto con l’humus, uno spazio privo di limiti o confini, mai così reale….

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