Condividi su facebook
Condividi su twitter

Perché leggere

di

Data

Perché leggiamo? E soprattutto perché ci piace così tanto? Cosa trasforma una manciata di righe ben scritte in un romanzo amato da intere generazioni? La scrittrice e giornalista Wendy Lesser risponde a queste domande nel suo nuovo libro.

François Truffaut diceva che per essere felice “fino alla morte aveva bisogno solo di tre film al giorno, tre libri a settimana e dei dischi di grande musica”. E  Thomas Jefferson  sosteneva  di non poter vivere senza leggere. Un’unica cosa dunque accomunava il terzo presidente degli Stati Uniti d’America e il regista francese: i libri, o meglio il piacere di leggerli.

I libri rendono felici, aprono il cuore e la mente. Ma perché? A spiegarlo è Wendy Lesser, giornalista, scrittrice e fondatrice della rivista “The Threepenny Review”, nel suo ultimo lavoro Why I read. The serious pleasure of books (Farrar, Straus & Giroux ). In questo saggio Lesser esplora i segreti della narrazione e della scrittura, a cominciare dalla trama e dai personaggi: laddove i confini si fanno più incerti, la complessità aumenta. Niente distinzioni nette, ma sfumature capaci di spiegare anche al più ingenuo dei lettori che il protagonista non è niente senza una storia, e che una storia non sarà mai tale senza un personaggio.

Nessuna scissione, dunque: solo un naturale fluire, come insegnano le eroine di Henry James, gli uomini di Dickens, e i decadenti personaggi de “Il gattopardo”. Lo sguardo attento di Lesser attraversa il romanzo classico per approdare alle sceneggiature delle più importanti serie televisive: la scrittura, infatti non ha confini, e una buona scrittura è sempre tale, sia che si tratti di Dostoevskij o di “The wire”. E il piacere che se ne ricava resta lo stesso.

Altri racconti
in archivio

Sfoglia
MagO'