L’abbiamo già raccontato più volte in questa rubrica. La fiction e, in particolare, la serialità americana sta affrontando sempre più spesso tematiche relative alla famiglia e alle nuove forme di convivenza. Incasinata, come quella già nota di “Brothers & Sisters”. Informale come quella di “Modern Family”. O ancora superdotata, proprio come quella di “No Ordinary family”, la nuova serie che ha debuttato mercoledì 6 ottobre su Fox. Un telefilm innovativo, prodotto da Greg Berlanti e Jon Harmon Feldman, che, provando a mettere insieme il family drama e il fantasy, si impone come uno straordinario ed affascinante concentrato di vita quotidiana e avventure fantastiche, in cui nulla è quasi mai quello che sembra.
Il plot inizia nel più classico dei modi: una famiglia normale dei nostri giorni, i Powell, che si trova a fare i conti con un evento che cambierà per sempre le loro esistenze. Padre, madre e due figli adolescenti che faticano a comunicare tra loro e che vivono (o meglio si lasciano vivere) con infelice ed insoddisfatto torpore tra lo stress e le difficoltà della società contemporanea: se Jim si sente un fallito, un uomo privato della sua forza, la moglie Stephanie è al contrario travolta dagli impegni lavorativi, riuscendo a dedicare solo ritagli di tempo a figli e marito, mentre i due ragazzi sono nell’età più complessa dello sviluppo umano, l’adolescenza, e solo questo, con tutto ciò che comporta, basta per renderli infelici.
Il capofamiglia Jim, però insoddisfatto dalla piega che sta prendendo la sua vita, dal rapporto con sua moglie a quello con i due figli adolescenti Daphne e JJ, propone ai suoi un viaggio in Brasile. Malauguratamente, però, l’aereo su cui viaggiano si schianta nelle acque del Rio delle Amazzoni. Usciti miracolosamente indenni dal pericoloso incidente, i Powell tornano a casa sani e salvi, ma scoprono ben presto che le loro esistenze non sono più le stesse.
Qualcosa è cambiato. Indistruttibilità, velocità, telepatia e super intelligenza sono i poteri straordinari che scoprono di possedere. E così la mamma Stephanie (Julie Benz), scienziata attenta e madre premurosa, scopre di avere la supervelocità, il papà Jim (Michael Chiklis), che è un disegnatore di identikit per la polizia, diventa invulnerabile ed è in grado di saltare qualsiasi altezza, il fratello JJ (Jimmy Bennet) sviluppa un’intelligenza fuori dal comune e Daphne (Kay Panabaker) il dono della telepatia. La serie, come affermato dal produttore Berlanti, «mette l’accento su diversi aspetti della vita e della televisione e racconta i personaggi, le storie, le emozioni e allo stesso tempo viene fatto un uso quasi smodato della tecnologia. Un mix che dovrebbe soddisfare diversi tipi di telespettatore». L’intento dichiarato è quello di rivolgersi con lo stesso prodotto a segmenti di pubblico differente: quello più ampio delle famiglie e la nicchia degli amanti della fantascienza.
Con l’aggiunta di un cast d’eccezione (Romany Malco, Weeds, nei panni di George, Autumn Reeser, Entourage in quelli di Katie, mentre Stephen Collins, Settimo cielo, è il dottor King) la ricetta di “No Ordinary Family” è completa: una serie divertente ma ben consapevole dell’opportunità di far riflettere il suo pubblico su questioni universali e sempre attuali.
Il telaio narrativo si muove tra fantasy e sci-fi alternando azione e humor con tanta ironia, cifra stilistica prevalente della narrazione e utile soprattutto per non cadere in un ridicolo inconsapevole. Nella serie si ritrovano numerosi riferimenti agli stilemi classici del pop, come i fumetti dei SuperEroi della Marvel, quelli definiti da Stan Lee “Super Eroi con Super Problemi”. I richiami espliciti, al limite della citazione, rimandano così ai “Fantastici Quattro”, primo leggendario supergruppo di eroi nelle cui storie i problemi personali e familiari hanno uno sviluppo di pari importanza rispetto alle scene di azione e di avventura. Ma soffermandoci sui dialoghi possiamo trovare rimandi anche a “Gli Incredibili”, rivisitazione ironica in computer animation del mito della famiglia di eroi in calzamaglia, stavolta costretti dallo Stato a vivere in incognito come dei pensionati per non turbare l’ordine pubblico.
Eppure No Ordinary Family azzecca il cocktail giusto per affascinare con una drammatizzazione del tutto basata sulla realtà e la quotidianità dei personaggi. Come ha detto Michael Chiklis in occasione dell’uscita americana: «Io amo il genere dei supereroi (ha interpretato anche la Cosa dei Fantastici quattro, ndr) ma penso che questa serie vada oltre, i super poteri rendono la storia divertente ma alla fine è un modo di parlare della famiglia e anche di quello che succede a chi ci guarda dal divano». Infatti super poteri o meno i Powell finiscono anche dal consulente matrimoniale!!
La critica americana si è spaccata sulla serie anche se le recensioni sono più che positive; non manca però chi si lamenta di uno scarso e limitato approfondimento dei personaggi, di una sceneggiatura ‘arruffata’ e di un mix di vari generi (azione, commedia, drama, sci fi) che rischiano di confondere ed allontanare i telespettatori.
L’aspetto senza dubbio interessante è che, dopo aver conosciuto la moderna famiglia americana, siamo pronti per addentrarci nelle narrazioni chiaroscure di una famiglia stra-ordinaria.
