La scorsa settimana abbiamo raccontato il primo tentativo di fiction prodotto da Fox Italia (vedi qui: Boris).
In questo numero segnaliamo l’approdo di Sky Cinema nel mondo della produzione di fiction con due progetti che si prevedono tanto interessanti quanto ambiziosi. Il primo è “Quo vadis, baby?”, 6 puntate da 90 minuti tratte dal film di Gabriele Salvatores, e “Romanzo criminale”, 12 puntate da 50 minuti tratte dal film di Michele Placido.
Seguendo l’esempio del canale americano Hbo, che per primo ha alternato programmazione di grande cinema con produzioni originali di alta qualità, anche Sky Cinema intende scommettere sulla produzione di miniserie e fiction evento.
In particolare, appare interessante segnalare il percorso multimediale che ha caratterizzato “Romanzo criminale”. All’inizio c’era il libro (Romanzo Criminale, di Giancarlo De Cataldo, Einaudi 2002) considerato da molti il più bel noir italiano degli ultimi anni. Poi è arrivato il film: uscito al cinema nel 2005 che ha raccolto elogi e incassi anche all’estero (nella foto qui sopra vediamo una parte del cast). Ed ora diventa un film per la tv, che vive come mondo a sé. Un mondo epico e coinvolgente in cui si desidera rimanere, insieme ai suoi mitici personaggi.
Nella fiction saranno affrontati tutti quegli aspetti — pubblici, privati, caratteriali, storici, di costume — sui quali il film non ha avuto la possibilità di soffermarsi. Amori, dinamiche familiari, nevrosi, amicizie, rancori fanno da contrappunto alla vicenda principale.
Il regista della miniserie sarà Stefano Sollima, autore di spot pubblicitari e altre fiction televisive. Nuovo anche il cast, formato da attori emergenti. Il Libanese, il Dandy, il Freddo, il commissario Scajola e la prostituta Patrizia, saranno interpretati da Francesco Montanari, Alessandro Roja, Vinicio Marchiami, Marco Bocci e Daniela Virgilio.
Una grande epica contemporanea, quindi, che vivrà del maggior realismo possibile. Il lavoro fotografico restituirà i colori, acidi e sgargianti, solari e pieni di vita del finire degli anni settanta. Un’atmosfera all’inizio radiosa che, a poco a poco, sarebbe venuta meno con l’emergere delle tensioni sociali e politiche culminate con gli anni di piombo.
Gli stessi anni saranno nella serie molto presenti, con le loro mode, le loro musiche, i loro ferrei codici di riconoscimento, la loro irrefrenabile vitalità. In una storia, piccola o grande, che è stata possibile o immaginabile solo in anni speciali e irripetibili.
