Sono in giro per Roma dalle 18:00, c’è l’inaugurazione del festival della fotografia al museo di Roma in Trastevere prima e al Tempio di Adriano, poi.
Come in tutti i grandi eventi vi si intrattengono interessanti pubbliche relazioni, si incontra gente importante e si finisce la serata da qualche parte dove non si sapeva di andare. Mi ritrovo, infatti, ad essere invitata al Dune, discobar in piazza S.S. Apostoli, al The King of the world party. Mi chiedo cosa sarà e scopro che è la singolare presentazione di un libro, precisamente del primo romanzo di Ivan Cotroneo, ora edito nei tascabili Bompiani dal titolo Il re del mondo. Sarà per questo che c’è un uomo sul bancone del bar che balla con il corpo pieno di brillantini e un boxer rosso con impressa questa frase sulla parte di dietro? La frase, scopro, è il titolo del libro e l’autore oltre ad essere scrittore, è traduttore di Kureishi e Cunningham, sceneggiatore di film e programmi televisivi ed è anche dj. Così ha pensato bene di presentare il suo libro standosene dietro la consolle a mettere la sua musica proiettando ciò che ci sarebbe da dire sul libro su uno schermo gigante. Fotogrammi di brevi recensioni, sfilate che raccontano il finto mondo della moda non dissimile da quello altrettanto finto della tv e scene apparentemente senza nesso logico che riportano alla trama del romanzo. E a questo punto bisogna raccontare in breve la trama del libro: il protagonista è un ragazzo, Andrea, giunto a Roma da Napoli per sfondare nel mondo dello spettacolo. Fa una serie di corsi di recitazione, provini e poi conosce Martina che lo invita a far parte del reality show che conduce. Tra feste in discoteca, giri di droga, desideri repressi del protagonista si arriva all’omicidio, tema da cui parte l’inizio del libro. Le paranoie del protagonista si affiancano al racconto di un mondo pieno di insidie e falsi miti ma la serata tra ritmi anni ’80 e personaggi dello spettacolo che ti ballano sbattendoti quasi per l’aria ti riportano al racconto delle deliranti (come qualcuno le ha definite) serate in discoteca alle quali Andrea deve partecipare per entrare a pieno in quel mondo…forse l’autore voleva ricreare l’atmosfera del libro (senza perdere fiato) per far sì che fosse veramente una presentazione come si deve in cui si capisce tutto? Mah!… Noi continuiamo a preferire la nostra stagione omerica!
