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Un passato oscuro

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Da «Il Menzognero» del 30/02/2012 Un passato terribile, un segreto inconfessabile è celato sotto lo splendido sorriso e il corpo statuario della modella Aglaja XXX. Lo ha rivelato lei stessa in un’intervista apparsa recentemente.

Da «Il Menzognero» del 30/02/2012
Un passato terribile, un segreto inconfessabile è celato sotto lo splendido sorriso e il corpo statuario della modella Aglaja XXX. Lo ha rivelato lei stessa in un’intervista apparsa recentemente. La sensazionale notizia è rimbalzata immediatamente sui quotidiani di tutto il mondo. La modella, prima di convolare a nozze col magnate americano Arthur YYY, ha raccontato la sua incredibile storia ai microfoni di Starnews:
– Quella mattina qualcosa era andato decisamente storto. Appena aperti gli occhi, mi ero accorta che c’era qualcosa che non andava. Inizialmente era solo una sensazione, forse solo una premonizione, dal momento che non mi ero resa conto neanche io di quello che era successo. Mentre ero ancora un po’ stordita dal sonno, mi accorsi che le mie dita erano cresciute a dismisura. La forma della zampa era irrimediabilmente e orribilmente deformata e quando me ne accorsi, cominciai a preoccuparmi un po’. Pensai si trattasse di un’illusione ottica, di una difetto della vista, dal momento che la mia mente non riusciva ad accettare quello che l’occhio stava vedendo. Il mio orgoglio non lo avrebbe mai tollerato. Cominciai a guardarmi la pelle, e vidi che era irrimediabilmente cambiata. Le macchie gialle erano scomparse. Al suo posto era comparso un orribile colore uniforme, tra il rosa e il giallo. Una cosa che non si era mai vista. – Ha dichiarato Aglaja.
Quelle macchie, dal colore così nitido, perfettamente visibile a qualche metro di distanza e quella forma particolare, che sembrava proprio tracciata da un designer erano il suo vero vanto. Nei giorni di sole – ci ha confidato Aglaja – se ne andava a spasso tutta orgogliosa lungo la riva del fiume. Tutte le volte si fermava su un certo sasso scuro, che catturava il calore solare e, nello stesso tempo, metteva in risalto il suo colore naturale. E questo accadeva di solito nelle giornate di primavera inoltrata, quando la natura offre tutto il meglio: i colori dei fiori, la temperatura giusta, i frutti sugli alberi che si preparano a maturare, gli uccelli che cantano nel cielo azzurro. Tutto sembrava creato esclusivamente per tentare di eguagliare la sua impareggiabile bellezza, in quei giorni in cui le macchie splendevano al pari di quelle, invisibili all’occhio umano, che formicolano sulla superficie del sole.
– Sulla mia pelle quella mattina era comparsa in alcune zone una strana e orribile peluria nera – prosegue il racconto di Aglaja, – fui immediatamente sommersa da una marea di pensieri orribili. Stava prendendo corpo un terribile sospetto. Il terrore si faceva largo, era calato come una colossale ombra su un prato verde. La lingua non era più la mia, quelle orribili dita così lunghe e mostruosamente deformi, e poi quegli assurdi e inutili mucchi di grasso dietro e quelle due piccole sfere di carne davanti con quella strana protuberanza. Ma quando mi vidi le gambe, paura e raccapriccio si impossessarono di me. Tra l’altro sentivo freddo, una sensazione che non avevo mai provato.
“A cosa mi servirà una pelle così sensibile? Cosa racconterò ai miei piccoli per spiegare l’accaduto? Dove sono andate a finire le mie meravigliose macchie gialle? Come farò adesso ad acchiappare gli insetti con questa lingua inutile e gigantesca?” – Si chiedeva la povera Aglaja smarrita e spaventata.
La povera salamandra era certa che sarebbe morta di freddo e di fame in poco tempo, dopo un’agonia ridicola e infinita. Ma dal momento che era una bella giornata di primavera, volle tornare su quella pietra nera per salutare l’ultima volta il mondo in quel luogo dove era stata felice.
Anche se si vergognava terribilmente di quel suo nuovo colorito uniforme e di quella peluria nera, volle godersi i raggi del sole e lo spettacolo della natura per l’ultima volta. Fu lì che un celebre impresario la notò ed ebbe così inizio la sua carriera.

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