Qualche tempo fa il settimanale femminile di “Repubblica” (D di donna) aveva denunciato la mancata pubblicazione in Italia di un libro di contro inchiesta di un giornalista inglese, Christopher Hitchens. Il libro, La posizione del Missionario, oltre a commentare ironicamente la frettolosa procedura di beatificazione e santificazione di Madre Teresa di Calcutta, metteva in luce i particolari meno conosciuti dell’opera della celebre suora e sfatava così un falso “mito popolar-mediatico”.
Finalmente il libro è stato pubblicato da Minimum Fax e abbiamo avuto l’occasione di leggerlo. Siamo stati sempre abituati ad un’immagine di Madre Teresa come una “già” santa in vita o almeno una personalità di spessore internazionale che aveva donato la sua vita agli altri (ammalati e poveri), senza mai interrogarci su che cosa abbia fatto realmente.
In realtà, secondo quanto scritto nel libro, Madre Teresa avrebbe creato un ordine nuovo di suore (un ennesimo riempitivo in un clero in crisi) costruendo un vero e proprio business religioso grazie alle donazioni di governi, di organizzazioni internazionali e di ricconi occidentali alla ricerca di una coscienza pulita su cui dormire sogni tranquilli. Come aveva sospettato John Donahue della Catholic Defence League, Maria Teresa non ha mai costruito ospedali ma 150 conventi in tutto il mondo per le sue adepte. In più ha accettato denaro dal dittatore Duvalier di Haiti. Ma la cose più inquietanti si scoprono analizzando la sua dottrina e il suo insegnamento: “quando tocco il corpo dei poveri tocco il corpo di Cristo”. Una frase bellissima se non fosse brutalizzata in un fondamentalismo cattolico spietato: per Madre Teresa la malattia rappresenta infatti un dono, o meglio, una emulazione del dolore che ha dovuto subire Gesù Cristo duemila anni fa. E’ per questo che nei conventi Calcuttiani, che il volume definisce impreparati da un punto di vista medico, non si è mai praticata alcuna terapia antidolorifica e neanche l’utilizzo delle terapie moderne più basilari come i vaccini, mentre “la santa” si faceva ricoverare nelle migliori cliniche private di Los Angeles dove ha trovato una serena e quieta morte. Oppure la battaglia contro l’aborto rinnovata dal prestigioso palco di Stoccolma mentre le conferivano il Premio Nobel per la pace (“la peggiore minaccia per la pace nel mondo è l’aborto”), in un paese, l’India, con enormi problemi di sovrappopolazione e con un’alta mortalità infantile. Madre Teresa: una santa del Diavolo (Hitchens ha anche girato un documentario contro la suora intitolato L’Angelo dell’Inferno).

