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L’unica cosa

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Entro nel club. Non mi guarda nessuno. Non voglio fare la gara. Sono vestito come devo, il cappellinointesta la magliasportiva i pantalonilarghisenzacavallo. Come quasi tutti. Solo che alla maggior parte sta meglio.

Entro nel club. Non mi guarda nessuno. Non voglio fare la gara. Sono vestito come devo, il cappellinointesta la magliasportiva i pantalonilarghisenzacavallo. Come quasi tutti. Solo che alla maggior parte sta meglio. Sono alto 1.65,curvo in avanti e gli altri mi chiamano spesso obeso o quando sono gentili ciccione. Mia madre dice che penso troppo e mangio male, i dolci mi ingrassano, e così le mie guance sono disegnate da punti rossi che prudono. Però Rita mi ha detto che sono dolce, anche se non mi ha ancora accarezzato il viso e non si è fatta toccare quasi per niente, solo un po’ il seno. Però qualche bacio c’è stato, anche se credo non le sia piaciuto troppo perché per me erano i primi. Per lei no, lei è già stata con Gianni Diego SandroMuscolo e AleTripHop. Poi non so chi altro. Ma l’ultimo, AletriHop, ha detto che era un cretino testa di cazzo, voleva che ogni volta, prima di salutarsi, gli facesse un pompino, dovunque stavano. Lei si è stufata e si sono scazzati di brutto e lui l’ha mandata affanculo. E’ una settimana che usciamo insieme. Si è stufata del gruppo, dice che con me sta bene. Anche se parlo poco, qualcosa dico. Però ascolto molto. Ma io non ho molti soldi, mio padre è sparito da qualche anno e non ci ha lasciato un cazzo, anzi dei debiti di gioco con non so chi, che mamma in qualche modo ha pagato. Allora ogni tanto vado da nonna che mi allunga qualche euro della pensione e con quelli siamo andati una volta al cine e una al Mac. Ha parlato molto lei di lei, e io l’ho ascoltata in silenzio. Perché è troppo bella con quei capellinerilunghielisci, leunghiedisegnateconilsoleelepalme, i piercingsulabbraorecchioecapezzolo, l’ho sentito quando l’ho toccato. E poi quel profumo forte della madre che me lo porto a casa e la notte mi riempie la stanza. Mi domando perché sta con me, il mio odore non mi piace è grasso come la mia pelle e fortuna che ho tagliato quasi tutti i capelli così sembrano puliti. E poi lei mi ha convinto a fare questa gara. Freestyle. Dice che anche se parlo poco parlo bene e ho fantasia, conosco l’hip hop e  ho tanti testi a memoria. Ma io sono timido, specie davanti agli altri, balbetto spesso anche a scuola e mi prendono per il culo e dicono che sono un rappista nato, tipo Fabri o Marracash e che da grande sfonderò, o mi sfonderanno. Stronzi. Io non la voglio fare questa cosa che funziona che parte una base, ti danno un termine o un argomento e tu improvvisi rime, gareggiando con un altro. Davanti a tutti. Io a casa ci ho provato ma non mi esce un cazzo, ho messo sotto tanti cd che conosco ma balbetto troppo, mivienelansia, mi sale su e mi blocco. Ho deciso che cerco Rita e glielo dico. Cazzo, vedo già il mio nome sulla lavagna come iscritto, poi Rita e le vado incontro. Le dico CiaoRitaticercavo e faccio per darle un bacio sulle labbra, ma lei si scansa e mi porge la guancia. La vedo strana. Intanto parte la musica e iniziano le gare a eliminazione e lei mi dice di non fare lo stronzo che tra un po’ tocca a me, cazzo di uomo sono? Uomo… Ogni tanto rivedo mio padre che era alto e robusto con un bel viso, e non balbettava, quello è un uomo! Allora andiamo a vedere cosa succede nella gara, Rita mi dice di aspettarla là che va al bagno, secondo me si va a fare una canna, allora mi avvicino a quel palco in cui due rimano. Uno è bravissimo e sta facendo il culo all’altro, con il pubblico che lo fischia e gli dice handicappatolasciastare. Comincioatremareelansiaarrivaenonvogliosaliresulpalco! Un’altra coppia di ragazzi sale sul palco e non vedo ancora Rita, la cerco  ma scorgo solo AleTriHop e tutta la compagnia di scuola che ridono e bevono Tennets. Mi guardano e neanche mi salutano, mi chiamano solo quando fanno i tornei di calcio e gli serve il portiere e io sono bravo a parare, diconocherotolobene e sono grossotantodacoprirebenelaporta. Però mi diverto quando giochiamo, e quando faccio le parate gli scappa qualche Grande! Solo che non mi viene a vedere nessuno. Mamma lavora, è sempre stanca, quando sta a casa pure lei si fa qualche Tennets e poi dorme. Ogni tanto esce con gli amici e le amiche e del calcio non gliene frega un cazzo. E quando le Tennets sono troppe dice che quello stronzo di mio padre non ci ha lasciato nient’altro che guai. Io penso non solo quello. Gli altri però li hanno spesso i padri o i fratelli maggiori alle partite. Non so se a papà piaceva il calcio, però sono un bravo portiere. Il presentatore sul palco urla il mio nome e mi immobilizza. Alzo la mano e vengo tirato su da tutti gli altri. Non so con chi duellerò. Poi l’altronome è AleTripHop e io guardò verso di lui. Gli vedo Rita accanto che gli infila la lingua in bocca e poi con l’indice e il medio gli manda un bacio sul pisello e tutti ridono. Poi guarda me con una faccia che sembra che gli faccio schifo. E comincia a ridere come una matta e a dire qualcosa agli altri del gruppo e tutti mi guardano e ridono. Mi viene da piangere e da svenire, AleTripHop sale sul palco e mi si mette vicino. E’ altobellosenzaunbrufolo e con la maglia autografa dei Dogo che è bellissima. Io non ho niente rispetto a lui, neanche il fiato per parlare. Sembro un sacco riempito. Sono paralizzato e non capisco niente di quello che succede intorno. Il presentatore dice qualcosa, mi dà una pacca sulla spalla e la musica esplode. AleTripHop inizia a insultarmi:

Adesso tu sei ciccio qui davanti a me
Mi guardi e forse pensi cosa voglio da te
Ma cosa può volere un tipo come me
Da uno che la sfiga se la porta con sé?
Sei senza un padre e con una madre che
Se cammina lascia scia di birra dietro di sé
Quindi nessuno ti ha detto sicuro che
Rita non sarà mai donna fatta per te
Lei dice che la tua lingua trottola pazza
Cercava la sua ma povera ragazza
E le tue mani grassocce e raspose
Cercavano di frugarla in ogni dove
Dice che le hai offerto una cena alla caritas
E un film in un cinema che faceva pietàs
Ma dopo pochi giorni di quello scherzo infelice
Era già stanca di quel nulla feroce
Abbiamo riso ma ci è rimasta una domanda
Lei non ha sentito niente dentro la mutanda
E quando fai la doccia non ti togli mai gli slip
Non è che non c’è niente neanche lì?

La sala esplode in risa e urla, guardano me comefossiuncanechegiraperstradasenzapadrone e anzi il padrone fosse AletripHop. Il presentatore ride e mi dice qualcosa tipo che adesso gliela devo far vedere. Ho la testa come chiusa, faccio fatica a non piangere e i miei occhi non vedono niente. E anche se riuscissi a parlare cosa potrei dirgli di offensivo? A lui? Poi, non so perché, mentre la mia base parte, mi viene in mente mamma, quella che lascia la scia di birra, che la mattina si alza alle 04.30, mi prepara la colazione e mi bacia prima di uscire. E guardo AleTripHop e la sua faccia da cazzo e tutto il gruppo che ride. Sento la mia voce che gli chiede se davvero vuole sapere cosa ho dentro le mutande, la sala urla di si, e se è disposto anche lui a fare vedere cosa ha dentro le sue di mutande. Le urla si alzano più della musica e lui sorride orgoglioso e dice sicuro. Allora do il microfono al presentatore e, piano, tiro giù i pantaloni senza cavallo e poi gli slip. Il mio pisello appare un po’ alla volta. Lo so che è grosso, enorme, me lo guardo spesso allo specchio, ci passo un po’ di tempo. Mia madre, ridendo, dice che è l’unica cosa che ho preso da papà Porcatroiaallafacciadelcazzochebestiamitico! AleTripHop lo guarda stupito, e gli dico che adesso tocca a lui. Ma rimane fermo. La sala inizia a fischiarlo e mentre riprende la musica e le luci girano impazzite ioalzolemanicomeavessivintoilmondiale e la sala mi fa una specie di applauso da paura. Scendo dal palco con la gente che mi sorride e mi dà pacche sulle spalle. Grazie Pà, per l’unica cosa che mi hai lasciato.

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