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Calcisticamente… Fantareali

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Come tutte le storie che si rispettino, anche quella del gioco del calcio ha i suoi personaggi di maggior rilievo che più l’hanno resa grande. Pazzi, bizzarri, originali, senza dubbio fuori dagli schemi, innegabilmente unici, sono i calciatori fantareali che, al pari di molti supereroi, eseguono le loro mosse migliori per favorire la propria squadra o, meglio ancora, per salvare o mettere a segno un goal.

Come tutte le storie che si rispettino, anche quella del gioco del calcio ha i suoi personaggi di maggior rilievo che più l’hanno resa grande.

Pazzi, bizzarri, originali, senza dubbio fuori dagli schemi, innegabilmente unici, sono i calciatori fantareali che, al pari di molti supereroi, eseguono le loro mosse migliori per favorire la propria squadra o, meglio ancora, per salvare o mettere a segno un goal.

Siamo nei primi anni novanta quando, in onore della spettacolarità, il mondo del calcio regalava a tutti i suoi tifosi un nuovo portiere, dotato di uno dei più strabilianti colpi calcisticamente fantareali di sempre; roba da far invidia anche al “portiere del karate” Ed Warner, che pure tra i pali di grandi intuizioni acrobatiche ne ha avute parecchie. L’atleta in questione è il colombiano René Higuita, di cui tutti vennero allora a conoscenza della sua straordinaria quanto efficace “parata dello scorpione”, per mezzo della quale non poté che entrare di diritto tra i più grandi calciatori fantareali di sempre

La pazzia, così come nel mondo umano, è da sempre uno degli aspetti più importanti della realtà dei nostri supereroi. Dunque, al pari di molti matti eroi fumettistici, come Deadpool, il Joker e molti altri, anche il mondo calcistico fantareale vede la follia come la caratteristica fondamentale di alcuni dei suoi massimi esponenti. È il caso del calciatore inglese Paul “Gazza” Gascoigne, il tormentato atleta incline a frequenti momenti di improvvise manie di protagonismo, dentro e fuori dal campo; specie quando si mette in testa di prendere in mano le redini dell’incontro, ammonendo (con tanto di cartellino giallo) una direzione arbitrale decisamente distratta

È l’anno 1999 quando alcuni tra i più importanti supereroi ordinano una misteriosa riunione nel palazzo della giustizia, per discutere, in modo alquanto preoccupato, della nascita sul pianeta terra di un nuovo essere dalla misteriosa identità; un calciatore olandese tecnicamente spettacolare, dall’aspetto e dalle rabbiose movenze stile Blanca di Street Fighter, che maschera la sua identità da essere umano grazie a dei stravaganti occhialetti supersonici. Dunque dopo Superman, Batman, Spiderman e Flash Gordon il mondo è lieto di presentarvi il “pitbull Davids”

Secondo alcune indiscrezioni il leggendario Flash Gordon, in un mondo parallelo, lo avrebbe accusato per avergli imitato la velocità supersonica con cui l’asso brasiliano si esprimeva durante le sue incredibili azioni; fatto sta che i tifosi del Barcellona, dal 2003 al 2008 non smisero mai di acclamare a gran voce un calciatore che, di lì a poco, avrebbe rubato la scena a tutti gli altri giocatori. È il Brasile a poter vantare un personaggio fantareale delle sue proporzioni, che disponeva tra i suoi numeri più importanti, incredibili colpi tra cui “l’elastico” e il meraviglioso “no look“. Il mondo era dunque lieto di poter accogliere Ronaldo de Assis Moreira, meglio noto come Ronaldinho

Come in tutte le cose, anche l’Italia vuole la sua parte, in modo particolare Roma; siamo ai giorni d’oggi e le platee di tutto il mondo ancora applaudono quel ragazzo capace di sferrare dal suo cilindro, uno di quei magici tiri che di diritto entreranno nelle prime pagine dei manuali calcistici fantareali; tanto che le immagini dell’incredibile tiro arrivarono fino in Giappone, dove un determinato Mark Lenders, per non passare in secondo piano, si impegnava con tutte le sue forze a migliorare il suo ormai fuori moda tiro del dragone. E pensare che anche un pezzo da novanta come Harry Potter, in un primo momento, si scomodò per accusare l’affascinante tiro come una diabolica stregoneria, pretendendo l’iscrizione del calciatore all’albo dei maghi; ma poi la cosa si sgonfiò. Il tiro fantareale tanto acclamato è il”cucchiaio” e il calciatore capace di usare tale bellezza in modo magistrale è Francesco Totti

Ma è nel non molto lontano 1986 che il più importante calciatore fantareale di tutti i tempi entrò in scena. Direttamente dall’Argentina, la bellezza del gioco del calcio venne impressa nel talento di Diego Armando Maradona. Non che il “loco” argentino avesse bisogno di particolari colpi fantareali per essere il migliore, giacché ogni semplice tocco che dava al pallone era, a suo modo, qualcosa di surreale. Ma, come in tutti i calciatori fantareali che si rispettino, la sua celebre “mano de Dios“, al pari delle altre magiche giocate viste fino ad ora, non può che rappresentare un’arma in più di un suo già vasto e inimitabile repertorio; tanto che, per arrivare a colpire il pallone così in alto, si tentarono improbabili giocate da tutte le altre parti del mondo, specie in Giappone, dove la “catapulta infernale” dei gemelli Derrick diede del filo da torcere al colpo del fantasista argentino.

Dunque, quel magico colpo Divino riservatogli dagli Dei del calcio, che sferrò contro l’Inghilterra, può forse essere definito pura normalità, di fronte a tanta classe e ad azioni così surreali che il talento sudamericano mostrò durante tutta la sua fantareale carriera.

In fin dei conti, quale dei due gol siglati contro l’Inghilterra è da definirsi davvero fantareale se non quello che segue?

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