
Un fiore è breve, ma la gioia che dona in un minuto è una di quelle cose che non hanno un inizio o una fine (Paul Claudel)
Città calda, rovente, abbastanza anomalo per queste latitudini. Ma succede, almeno qualche giorno all’anno, di solito nel mese di luglio. Questo caldo che fa scoprire braccia, colli e gambe un po’ grassocce, porta a cercare un po’ d’ombra alla quale ripararsi. Basta quella delle imponenti strutture del ponte Krimskij, una bella struttura sospesa costruita nel 1938, rara per la città ma anche simbolo di essa, che va attraversata, se si vuole giungere alla meta di oggi. Al riparo di quelle ombre archeggianti, siamo, infatti, diretti al festival dei fiori e dei giardini, un trionfo di colori che si tiene a Mosca dal 25 giugno al 5 luglio di ogni anno al parco Muzeon, di fronte al noto e fiorito Gorky Park.

Questa domenica “brulante”, come direbbero i francesi, è l’ultima occasione per immergersi in tanta fantasia. Perché qui di fantasia ve ne è davvero tanta. Varcata la soglia, la musica accompagna il rosso dei cuori che accolgono gli sposi, essa accarezza il bianco dei cioccolatini e delle sedie infiocchettate che stanno davanti al piccolo pulpito nuziale. La marca è nota a tutti i “dolcisti” mondiali, tanto più che è italiana.

Una cornice argentata, quadrata, avvolta da lunghi nastri rossi si guarda in uno specchio d’acqua che riflette le piccole (e poche) nuvole bianche. La vuota cornice luccicante contiene la fotografia di chiunque voglia starci, di chiunque voglia entrarci o passarci sotto per transitare in un mondo fatto di gioia, leggerezza e spensieratezza.

Girandosi un po’, un’oasi di pace accoglie due anziane signore dagli eleganti cappelli inglesi. Se ne stanno sedute sotto il verde. Ricordano un po’ le Holly Hobbie della nostra adolescenza, in un momento di riposo al fresco di un giardino lussureggiante, dove il motto less is more campeggia a ricordarci le nostre vere priorità, una frase, ammettiamo, un po’ in contrasto con quanto vediamo intorno, ma anche questo fa parte del gioco. Basta crederci.

Alcune statue bianche e leggere leggono le pagine di un libro, un gatto Buddha accoglie gli spettatori che vogliono sedersi a meditare con lui, su panchine di paglia gialla. Serenità.

I colori continuano. Delicati e non. Non hanno alcuna intenzione di abbandonare il campo e lasciare il nostro sguardo placato o tranquillo. Sono troppo eccitati. Una piccola montagna di sassi colorati incuriosisce i bambini, che sono sempre tanti agli eventi di questa città, giardini, concerti o musei che siano.

C’e’ poi il vestito fatto di fiori, che si può indossare se si vuole volare lontano in una favola e sentirsi, anche per poco, una bella principessa amata e profumata di rose e di lillà.

Il balcone ecologico ci ricorda che possiamo essere circondati dalla natura più spudorata anche nella città più grigia e affollata, che un fiore curato su un davanzale può ingentilire la vista di qualsiasi torre o ciminiera. Se poi il vaso è un vecchio tronco di legno, riutilizzato per l’occasione, l’idea pare ancor più bella.

Qui colore attira colore, profumo attira profumo. Pensieri spensieratezza.
Si percorrono giardini, viali ingentiliti da tanti fiori colorati e gentili, angoli verdi che ospitano amache e tavolini per imparare a disegnare sulla ceramica. Tutto è arte oggi, tutto è creatività in mezzo ai fiori. Si disegna, si legge, si chiacchiera si mangia un gelato non pensando a nulla, solo a essere leggeri e a lasciarsi accogliere dal colore che plasma.
Il fiore oggi ci insegna ancora una volta che lui è breve, ma che proprio per questo è una gioia che non ha inizio né fine. Come un grande amore che ci travolge, improvvisamente

Fotografie di Simonetta Sandri
