La prima sigaretta elettronica viene dalla Cina. Cosa non è stato inventato dai cinesi per primi, viene da chiedersi. Il brevetto cinese è quello diffuso in tutto il mondo.
L’e-cigarette è un dispositivo elettronico che simula i tradizionali sigari, pipe e sigarette, appunto. E’ dotato di una batteria ricaricabile per far funzionare un vaporizzatore che permette di inalare vapore di una soluzione di acqua, glicole propilenico, glicerolo, nicotina e aromi alimentari con un’ampia gamma di gusti. La quantità di nicotina può variare. Non essendovi la combustione il rischio cancerogeno sembrerebbe notevolmente ridotto visto che all’organismo non arrivano i residui dovuti a questo processo. Può essere esteticamente simile alla sigaretta tradizionale, simula il tipico colore rosso della combustione e il vapore inalato dà la sensazione visiva del fumo. Sul mercato ne sono disponibili ormai modelli vari.
I negozi che le vendono spuntano ovunque. Occupano spazi inspiegabilmente grandi, hanno insegne colorate, luci che attraggono. Suscitano curiosità, e qualche domanda. Mantengono quello che promettono? Sono davvero uno strumento che concede solo il piacere del fumo senza alcun effetto collaterale sulla salute?
E’ un fenomeno nuovo, non esistono ancora dati certi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità afferma come non ne sia stata ancora provata l’innocuità. Nel dubbio comincia a scattare qualche divieto. L’Azienda Sanitaria Locale 6 di Vicenza ha da pochi giorni vietato le sigarette elettroniche nell’Ospedale S.Bortolo. Il sindaco della città, Achille Variati, le ha a sua volta vietate negli uffici comunali. A seguito di questi e di provvedimenti simili l’opinione pubblica si interroga e in attesa di certezze si divide.
Già da tempo il Ministero della Sanità italiana ha chiesto ai produttori di e-cigarette di evidenziare sui prodotti la concentrazione di nicotina e di apporre i simboli di tossicità. L’Istituto Superiore della Sanità ha affermato che al momento non ci sono elementi sufficienti per escludere effetti dannosi per la salute. La LIAF, Lega Italiana Antifumo, in collaborazione con alcune Università, ha avviato degli studi sulle sigarette elettroniche che per ora hanno fornito risultati positivi: le sigarette elettroniche non risultano dannose. Insomma, ci sono per ora dati che si contraddicono.
Le sigarette elettroniche vengono prevalentemente vendute come alternativa al fumo di tabacco. Poi ci sono coloro che hanno intenzione di smettere di fumare e, con la sigaretta elettronica, confidano nella possibilità di ridurre via via numero di sigarette e quantità di nicotina.
E’ un dato che il consumo di sigarette tradizionali sia diminuito senza procurare significativi effetti collaterali per quei fumatori che a smettere non pensano.
Ma quale impatto ha la prospettiva della sigaretta elettronica su coloro i quali potrebbero, in generale, essere dei potenziali fumatori? Ci riferiamo in particolar modo a quegli adolescenti che per curiosità, spirito di gruppo e voglia di apparire, già nella fascia scolastica secondaria di primo grado, cominciano a fumare. Le statistiche relative alla sigaretta elettronica non esistono ancora neanche per loro. E’ plausibile che ne facciano uso, anche in questo caso, così, per moda, per emulazione. E per sfida.
Abbiamo rivolto qualche domanda a chi nella scuola ci lavora. La Dirigente della Scuola Secondaria di primo grado G.G.Belli di Roma, la dott.ssa Costetti, ha a che fare con oltre 900 alunni tra gli undici e i quattordici anni. Ad essi propone progetti mirati volti alla prevenzione delle dipendenze, anche da fumo. Il fenomeno della sigaretta elettronica è nuovo anche per la scuola e al momento non sono approntati specifici interventi come per le dipendenze tradizionali. Ma la problematica è invariata nella sostanza.
La prof.ssa Angiolini, collaboratrice della Dirigente, ci riferisce che da qualche mese a questa parte alcuni alunni sono stati sorpresi con le sigarette elettroniche non solo nei bagni (dove tradizionalmente tentano di rifugiarsi per fumare), ma anche nei corridoi. Secondo il suo parere c’è una percezione diversa della sigaretta elettronica: non diffonde il classico odore di fumo e perciò i ragazzi si sentono più ‘legittimati’. La Dirigente e la professoressa sottolineano come ci sia bisogno di rivedere ed aggiornare il Regolamento d’Istituto per includere direttive su questo nuovo fenomeno.
Le sigarette elettroniche non potrebbero essere acquistate dai minori di 16 anni, ma, come per le sigarette tradizionali, gli alunni se le procurano lo stesso. Di nuovo c’è anche che i ragazzi, ritenendo la sigaretta elettronica innocua, pensano di poterla ‘sfoggiare’ impunemente. Alcuni la portano appesa al collo come un ciondolo, la ostentano.
Ad ogni modo a scuola è vietato fumare a tutti. Anche i fumatori di sigaretta elettronica subiscono lo stesso divieto. E la stessa sanzione. La prof.ssa Angiolini, con tono scherzoso cita la scritta per niente scherzosa e molto lapidaria del regolamento della Biblioteca Vaticana in merito al divieto di fumo: divieto assoluto di fumo in tutti i locali pena espulsione immediata e per sempre.


