Secondo quanto detto dallo stilista Stefano Dolce, i figli nati dalla fecondazione in vitro non sarebbero naturali, ma non è d’accordo il professor Umberto Veronesi che risponde a tali affermazioni durante “Le invasioni barbariche”, trasmissione in onda su La7 e condotta da Daria Bignardi.
“Non abbiamo inventato noi la famiglia. L’ha resa icona la Sacra famiglia, ma non c’è religione, non c’è stato sociale che tenga: tu nasci e hai un padre e una madre. O almeno dovrebbe essere così, per questo non mi convincono quelli che io chiamo i figli della chimica, i bambini sintetici. Uteri in affitto, semi scelti da un catalogo. E poi vai a spiegare a questi bambini chi è la madre. Ma lei accetterebbe di essere figlia della chimica? Procreare deve essere un atto d’amore, oggi neanche gli psichiatri sono pronti ad affrontare gli effetti di queste sperimentazioni”. Sono queste le parole rilasciate da Stefano Dolce durante l’intervista al settimanale Panorama uscita in edicola lo scorso 12 marzo.
Da qui, poi, è arrivata la risposta del direttore scientifico dell’Istituto europeo di oncologia, Umberto Veronesi, che, durante la puntata de “Le invasioni barbariche”, ha spiegato in cosa consiste la fecondazione in vitro: “Questo episodio della fecondazione è assolutamente naturale. Tutti sanno che quest’ultima avviene perché uno spermatozoo entra in un ovulo facendo in modo che si uniscano i due Dna. È un processo che solitamente ha luogo nell’utero, mentre per quanto riguarda la fecondazione in vitro avviene in provetta. In quest’ultimo caso, soltanto quando l’embrione comincia a crescere vi è il trasferimento nell’utero. Comunque in entrambi i casi si tratta di eventi naturali visto che parliamo sempre di spermatozoo e utero. Non si può, quindi, dire che i figli siano innaturali, sintetici o chimici perché è fuori luogo”.
L’argomento, inoltre, ha coinvolto un po’ tutti, tanto che in questi giorni sono state parecchie le risposte arrivate sul web. Tra queste c’è stata quella della showgirl Heater Parisi, madre di due bambini nati con l’aiuto della scienza, che in una lettera ha scritto: “Non esistono figli della chimica nè figli di un Dio minore, esistono FIGLI”.
È stata poi la volta di Elton John, padre di due bimbi nati dalla fecondazione in vitro, che attraverso il social network Twitter ha definito arcaico e vergognoso il pensiero dei due stilisti italiani. Lo stesso ha poi aggiunto: “Come vi permettete di chiamare sintetici i miei figli?”, lanciando anche una campagna per boicottarli attraverso l’hashtag #BoycottDolceGabbana. Risposta simile ma più dura, quindi, quella data dalla pop star britannica, a cui ha fatto seguito l’intervento di Don Antonio Mazzi, presbitero impegnato in attività di recupero per i tossicodipendenti e fondatore di Exodus. “Un figlio non è il capriccio di una rockstar”, ha spiegato, “la presenza sbilenca, egoista, teatrale che certa gente fa dei bambini che si sono portati a casa, forse fa del bene a loro, ma certamente fa del male alle creature”.
Boicottare qualcuno, comunque, colpevole di aver espresso la propria opinione, anche se attraverso parole un po’ troppo forti, sarà forse eccessivo, ma siamo sicuri che in realtà non si tratti di una scelta di marketing dato che gli stessi stilisti nel 2005 sono stati protagonisti di una copertina di Vanity Fair attraverso una foto che li ritraeva circondati da neonati e il cui titolo era “Il desiderio di essere padri”?
