La donna con il foulard rosso

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Piazzale Ostiense. Ore 22.00. Sale una donna sulla quarantina con un piccolo bloc-notes e una penna in mano. Intorno al collo ha un voluminoso foulard rosso. È una bella...

 

Piazzale Ostiense. Ore 22.00. Sale una donna sulla quarantina con un piccolo bloc-notes e una penna in mano. Intorno al collo ha un voluminoso foulard rosso. È una bella signora, ma ha il volto piuttosto pallido e smagrito. La saluto e le chiedo dove dobbiamo andare. Lei senza aprire bocca scrive qualcosa sul suo quadernino e lo rigira verso di me. Sopra c’è scritto: Buonasera, scusi ma per un intervento che ho subito alla gola non posso parlare. Può portarmi per favore a Campo de’ Fiori? La situazione mi spiazza, ma non lo do a vedere; così, dopo averle detto che va bene, che la porterò a Campo de’ Fiori, metto in moto e parto.

 

Mentre procedo la osservo dallo specchietto. Guarda fuori. In una mano tiene ancora stretto il suo taccuino con la penna. Con l’altra accarezza nervosamente il foulard. Il pallore, la magrezza del suo viso, ora mi paiono più evidenti. Chissà che tipo di intervento ha subìto, penso, dovuto a cosa…

 

Arriviamo a Campo de’ Fiori in una decina di minuti. Voltandomi le dico il prezzo della corsa. Lei paga, esce dal taxi e se ne va veloce verso via dei Cappellari. È in quel momento che mi accorgo che sul sedile è rimasto un foglio del suo taccuino. Lo prendo. Sopra c’è scritto grazie.

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