Tutti gli intellettuali giovani e tristi

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Gessen racconta le paure e i fallimenti di una generazione spaventata dal futuro e immobilizzata dal presente e ci restituisce l’immagine diffratta di un Paese smarrito e senza forze.

Talvolta la necessità di raccontare un momento storico è più forte dell’urgenza di insinuarsi nella vita delle persone. È quel che accade nel romanzo di Keith GessenTutti gli intellettuali giovani e tristi” (Einaudi), in cui la storia di tre ragazzi è solo una scappatoia rapida per raccontare un mondo intero.

Amori, paure, ansie giovanili sono solo lo sfondo di un macrocosmo irreale in cui l’apparire sovrasta l’anima, persino degli intellettuali. È il 1998 e il sexgate ha cambiato il modo di fare e di vedere la politica: l’America appare, per la prima volta dopo l’assassinio di Kennedy, sconvolta e ferita. Di lì a poco il fascino dei repubblicani sedurrà di nuovo un intero Paese, inaugurando la lunga era Bush. È in questo scenario che si muovono i protagonisti dell’America post Franzen, raccontati in questo romanzo: di formazione giornalistica, Gessen si muove con disinvoltura tra le pieghe politiche, ricostruendo un mondo troppo fragile per essere ricordato con lucidità. Anche gli antieroi di Fitzgerald erano giovani e tristi (e probabilmente intellettuali), ma a differenza dei ragazzi del nuovo millennio, affogavano inesorabilmente nei piaceri dell’alcol, del denaro e degli amori tormentati e folli. E se i ruggenti anni ’20 ci restituivano l’immagine delle insicurezze degli uomini, incapaci perfino di osservare i desideri scivolare via, l’epoca di Gessen prova piacere nel guardarsi con disprezzo e cinismo. Lo scrittore americano scruta con la giusta dose di feroce ironia i comportamenti distruttivi dei nuovi giovani: la cultura non sembra salvare nessuno di loro dai pericoli del narcisismo, reale o virtuale. Non basta esistere per avere un’identità: occorre spargere con generosità tracce di sé, nel mondo e sul web. «La sua googlata si stava assottigliando»: il dramma di uno dei protagonisti, si ispira a Pirandello, Beckett e Carrère. Ma è possibile scorgere con nitidezza anche le idiosincrasie di Franzen, Saunders e buona parte della scena intellettuale americana contemporanea. Gessen racconta le paure e i fallimenti di una generazione spaventata dal futuro e immobilizzata dal presente e ci restituisce l’immagine diffratta di un Paese smarrito e senza forze.

 

BOOKLIST

Francis Scott Fitzgerald Tutti gli intellettuali tristi (Mattioli1885)

Jonathan Franzen Purity (Einaudi)

Dave Eggers L’opera struggente di un formidabile genio (Mondadori)

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