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Giovani giornalisti che intervistano giovani scrittori

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Pubblichiamo l’intervista di una nostra giovane allieva del corso di giornalismo fatta ad un nostro giovane allievo del corso di narrativa. I corsi si sono tenuti alla scuola superiore Braschi-Quarenghi di Subiaco.

Subiaco, 03 Marzo 2014. Siamo al termine del corso di narrativa del professor Luigi Annibaldi, tenuto presso l’Istituto di scuola superiore Braschi-Quarenghi. Evento interessante quello di oggi, una piccola conferenza stampa improvvisata dal professor Annibaldi e dalla collega Lucia Pappalardo, che nello stesso periodo si è occupata del corso di giornalismo seguito dalla classe di quarto liceo classico cui ho preso parte. Perciò oggi io neonata giornalista metto sotto torchio un neonato scrittore. Ai nostri microfoni Yuri Alesi ci parla del corso che ha seguito con la classe e del suo racconto di chiusura vincitore (per finta, ndr) del premio Calvino. Si tratta di un dialogo molto divertente tra il Yuri e un minuscolo alieno che gli piomba in casa entrando dalla vasca, e inizia a fargli la morale sulla razza umana.

Allora Yuri il tuo racconto, riassunto in breve, tratta di un dialogo molto divertente tra te ed un minuscolo alieno che ti piomba in casa entrando dalla vasca, e inizia a farti la morale sulla razza umana. Non è difficile immaginare che fine abbia fatto lo sventurato invasore che ti era di certo inferiore per dimensioni. Dunque ci troviamo in ambito fantascientifico, perciò prima di tutto ti chiedo da cosa hai tratto ispirazione? Qualche libro o film?                                                         

No, beh… ho tratto ispirazione per lo più dal racconto letto in classe, in seguito portando avanti la storia ho ragionato su cosa potesse volere l’animale dal personaggio e poi… niente il resto è venuto da sé.

Quindi ti era stato offerto uno spunto in classe giusto?

Sì ci aveva letto un brano dal titolo Il mostriciattolo di Murakami il signor Luigi in classe -sorride timidamente guardando verso il professore, che lo ricambia con la stessa tenerezza- e da lì ho tratto spunto per il mio testo.

Per la scrittura pratica del tuo testo hai utilizzato particolari tecniche della narrazione che ti ha insegnato il professore durante il corso?

“Beh, sì”, risata generale dei compagni dovuta alla timida ed emozionata svista dialettale che non può far a meno di palesarsi, o meglio il classico schema di inizio, svolgimento e fine. Di descrizioni poi non ne ho usate, quindi no, non parlerei proprio di tecniche particolari. Il discorso diretto, ecco quello l’ho usato molto per far andare avanti la storia in modo scorrevole.

Nel dialogo tra te e l’alieno, si tratta proprio di una tua idea o è frutto di uno spunto anche questa?

Quella è stata una mia idea, perché ho pensato da subito che potesse risultare molto ironico per il lettore che l’alieno fosse così serio da fare del suo discorso quasi una questione esistenziale, mentre il protagonista lo vedeva in realtà come una situazione molto comica, diciamo che gli prestava attenzione solo per vedere fino a che punto voleva arrivare, per poi zittirlo al momento giusto.

Parliamo ora di ciò che hai imparato al livello teorico durante il corso di narrativa del professor Luigi, potresti dirci ad esempio se nella narrativa ci sono degli schemi, delle regole generali da seguire per la stesura di un testo? Magari come le cinque “W” nel giornalismo.

“Ah beh”, si ripresenta la sovra citata svista dialettale probabilmente dovuta all’emozione , capiamo quindi di averlo messo un pochino in difficoltà, ma i compagni non perdonano ed è di nuovo risata generale tra il pubblico “come ho detto prima inizio, svolgimento e fine… è questo lo schema su cui basiamo ogni racconto credo…”

Solo di questo puoi dirci?

No beh, poi abbiamo analizzato anche alcune tecniche come il dialogo, la descrizione…

E ce n’è qualcuna in particolare con cui ti sei ritrovato di più nello scrivere?

Sì sicuramente il dialogo.

Bene, quindi a parte l’ironica figura dell’alieno, questa non era la prima volta che utilizzavi la forma dialogica per i tuoi racconti, magari anche in versione un po’ comica.

No no, la utilizzo spesso, la trovo molto scorrevole ed efficace.

Ok Yuri, e se dovessi dire invece al livello effettivo quanto ti è rimasto del corso, parleresti di evidenti miglioramenti nella tua tecnica di scrittura?

Miglioramenti? Beh, i giudizi non credo spettino a me – dal fondo della classe si leva un “ma che carino!” di conforto per il nostro imbarazzatissimo ed al quanto paonazzo amico.

Ma dai Yuri facci un pochino di sana autocritica – cerchiamo anche noi di smuoverlo e cavarlo dall’impiccio.

Beh… sicuramente ora scrivo in modo più consapevole, prima mi lasciavo solamente trascinare dalla mano, ora invece come ho detto sono più consapevole di cosa scrivo, come lo scrivo, e soprattutto come sviluppo la storia.

Magari ti piace anche un po’ di più scrivere adesso…

Sì, senza dubbio. Anche se in realtà devo dire che scrivere comunque mi è sempre piaciuto molto.

Quindi hai affinato la tecnica?

Sì, senz’altro.

Bene, allora come ultima domanda Yuri, vorremmo da te un giudizio generico ed obbiettivo sul corso che hai seguito, questo penso tu possa farlo senza problemi né imbarazzo di alcun tipo, – piccola risatina di sottofondo condivisa anche dal nostro protagonista- visto che si tratta della visione più realistica possibile, senza dover tessere lodi inutili di nessuno.

Beh, allora il nostro percorso è stato… diciamo bello e anche simpatico, perché non si trattava di un corso rigido, anzi non abbiamo per nulla sentito un peso nel lavoro e nella scrittura… è stato più che altro come se fosse una cosa propria, per ciascuno di noi diversa, un qualcosa fatto perché ci piaceva e ci divertiva scrivere non certo un obbligo.

Quindi stai dicendo che non l’avete vissuto come fosse un compito giusto?

Sì, esatto, era proprio quello che intendevo. E poi abbiamo anche scoperto un nuovo piacere ed entusiasmo nello scrivere sicuramente maggiore rispetto a prima.

Va bene Yuri, ti ringraziamo tanto per aver voluto parlare con noi della tua esperienza nel corso di narrativa e del tuo racconto, sei stato senza dubbio molto simpatico e sincero nelle risposte, anche se abbiamo dovuto lavorare un pochino per tirartele fuori – ah ah ah! Con affetto ovviamente. Ti auguriamo di proseguire per il meglio e di coltivare questa tua passione per la scrittura. Arrivederci.

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