Antologia delle Poestie. Puntata 5: il Lumachesimo

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Nel Quattrocefalo si osserva un generale ritorno al classico, alle origini e alle tradizioni, soprattutto familiari, con particolare attenzione alle gioie del focolare. Tale corrente stilistica e filosofica viene pertanto denominata Lumachesimo,

Nel Quattrocefalo si osserva un generale ritorno al classico, alle origini e alle tradizioni, soprattutto familiari, con particolare attenzione alle gioie del focolare. Tale corrente stilistica e filosofica viene pertanto denominata Lumachesimo, di cui il Petralpaca fu un precursore, insieme a Giovanni Focaccio, che nel suo Decammellone celebrò in 100 novelle la perfida intelligenza con cui dei semplici ratti riuscirono, nel 1348, a mettere sotto scacco l’Europa intera, attuando il diabolico piano di trasmettere un bacillo invisibile: quello della peste.
Il Lumachesimo trovò le sue basi nelle riflessioni dei filosofi greci, Scrofate, Planctone e Aringotele, e dalla letteratura filosofica romana di Cicernione.
È doveroso in questa sede quantomeno ricordare il Picoleottero della Migrandola, un coleottero gigante, in grado di percorrere con le sue imponenti ali grandissime distanze, e che ha approfittato dei suoi viaggi per accrescere la propria cultura, divenendo così un lumachista di grande fama e larvatura. Del Picoleottero della Migrandola è rimasta letteralmente proverbiale la prodigiosa memoria: si dice che conoscesse a mente tutte le grandi opere delle Poestie del passato, e che, migrando da un capo all’altro del mediterraneo, ammazzasse il tempo recitando per intero e al contrario la Naturalis Commediadell’Eledante , partendo dall’ultimo verso.
Tuttavia, la Poestia più celebre del periodo lumachistico è Il Lonzo de Medici, (Porcus Farmacus), un maiale molto magro, “quasi carco nella sua magrezza”, per dirla appunto con un verso dell’Eledante, e conosciuto dai suoi contemporanei come il mago della bilancia, in quanto, stufo dei pregiudizi sui maiali belli grassi, ha voluto dedicare la sua vita al fitness. È difatti un personal trainer squattrinato che, per racimolare clienti volenterosi di rimettersi in forma, compone poesie che inneggiano a godere della buona cucina, senza stare troppo a preoccuparsi delle calorie. Ultimamente è stato molto rivalutato dalla critica letteraria contemporanea tanto che i suoi sonetti sono recitati prima dell’inizio di ogni puntata di Maialchef. La sua quartina più famosa, tratta dal componimento Il Trionfo di bacche all’arancia è:

Quant’è bella la porchetta
che ti sazia tuttavia,
chi vuol esser grasso sia
d’addominal non v’è certezza.

 

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