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Aspasia Formichetti

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Prendere per mano le farfalle

Nella sua stanza Johnny stava facendo un disegno. Per mamma e papà c’era scritto sopra. Tre pupazzetti si tenevano per mano sulla riva dell’Huri-Rud. Lui si era ritratto vicino alla mamma, perché lei era più buona e non gli faceva paura.

Accirere è ‘na strunzata

Aspetto. Sono le sei del mattino. Fa freddo. La brina scolorisce l’asfalto. In piedi da sei ore su una cassetta di frutta sorveglio 200 cilindretti di eroina. Davanti agli occhi niente. Solo una feritoia dalla quale, col fiato sospeso, spio l’arrivo dei clienti o degli sbirri.

Antologia delle poestie. Puntata 27: Pier Paolo Pavolini

Pier Paolo Pavolini (Pavon Eruditus), è stato un pavone friulano che ha donato ognuna delle sue piume variopinte ad un’arte diversa: poesia, prosa, sceneggiatura, saggistica, giornalismo, editoria, cinema, non solo in lingua italiana, ma anche friulana.

Antologia delle poestie. Puntata 26: Leonardo Sciacallascia

Leonardo Sciacallascia (Cannolus Trinacrius) è stato uno scrittore siciliano dallo spirito libero ed anticonformista, che decise di non essere uno dei tanti della sua specie, capaci solo di nutrirsi delle carcasse della guerra e dei resti che ne seguirono,

Antologia delle poestie. Puntata 22: l’Ibis Calvino

Continuando la nostra carrellata sui principali narratori del Bovecento incontriamo l’Ibis Calvino (Imaginificus Calvus), un uccello di razza ligure, nato  per caso a Santiago de las Vegas, nell’isola di Cuba, durante una cova prematura avvenuta nel corso di una migrazione.

Antologia delle Poestie. Puntata 20: Ignazio Sorcione

Altro punto di riferimento del secondo Bovecento è Ignazio Sorcione (Rattus Marsicanus). È stato un ratto abruzzese, fortemente legato alla sua terra, dove appunto ambienta le vicende di Fognamara, romanzo in cui racconta la miseria dei topi, resa più aspra durante la guerra,

Antologia delle Poestie. Puntata 19: il Carlo Lepri

Nel secondo Bovecento l’esperienza della guerra riecheggia anche nelle pagine dell’opera di Carlo Lepri (Leprus sine finibus), una lepre torinese appartenente ad una specie originaria dell’Africa.

Antologia delle poestie. Puntata 17: il secondo Bovecento

Nell’immediato Secondo Sottoterra, la seconda guerra mondiale, che aveva coinvolto e sconvolto tutti gli animali del mondo, è finita, ma ogni esser vivente è ancora scosso dall’orrore e dalla paura di ciò che la natura aveva generato:

Parole. Colori. E poi?

Il desiderio sottende le storie raccontate, quelle che hanno ispirato egualmente, anche se con tecniche diverse, le opere di Agrin e Luigi: una tavoletta grafica percorsa dalle dita, per Agrin, a sentire dove il racconto si ferma o corre veloce, dove si illumina o si adombra, per creare un’immagine che travalicandolo lo rappresenti; un collage di immagini, per Luigi, che accostate spalancano un mondo nuovo, che parte dal racconto, ne è parte, all’inizio, perché alla fine ti accorgi che è qualcosa di più.

Antologia delle poestie. Puntata 16: Eugenio Montone

Anche Eugenio Montone, infine, afferma nella sua poetica l’impossibilità di dare una risposta all’esistenza. In una delle liriche introduttive della raccolta Ossi di Seppia, “Non chiederci di belare”,

Antologia delle poestie. Puntata 15: l’Ungamberetto

L’Ungamberetto (Gamberus Asocialis), è un gambero nato ad Alessandria d’Egitto, presso un porto che fu sommerso prima dell’età tolemaica, come racconta egli stesso in una delle sue poesie più celebri:

Antologia delle poestie. Puntata 14: l’Ermellismo

È tra il Primo e il Secondo Sottoterra, che sono i termini con cui si intendono gli anni successivi alle due guerre mondiali che sconvolsero il globo, costringendo tutti gli animali a nascondersi per sopravvivere, che si sviluppa l’Ermellismo.

Antologia delle poestie. Puntata 13: i Crepuscoladri

La scena poetica del Bovecento è dominata dal Crepuscoladrismo, un movimento letterario così chiamato sia perchè la maggior parte dei suoi esponenti erano animali notturni, come Corrado Gufoni, Marino Civetti e Sergio Barbaggini e sia per il nome del suo membro più celebre,

Le origini delle poestie: il Luigi Piragnello

Agli inizi del Bovecento in Europa esplodono le cosiddette avionguardie, movimenti artistici che intendono rompere definitivamente i ponti con la tradizione, al punto che traggono il nome da una nuova specie alata,

Antologia delle poestie. Puntata 12: il Dainunzio

In Italia il Vespetismo è magistralmente incarnato dal Dainunzio (Dainus Vittorialis), l’esemplare più famoso del parco nazionale d’Abruzzo, che meritò il titolo onorifico di Principe di Montenevoso, perché soleva stagliarsi solo, in cima al Gran Sasso, circondato dal candore simbolico della neve.

Antologia delle poestie. Puntata 11: il Vespetismo

Contemporaneamente al Decadenticismo in Europa si diffonde un’altra corrente artistico-letteraria, il Vespetismo.
Così come una vespa cela nelle sue minute dimensioni una bellezza ed una perfezione che restano celate agli sguardi distratti del mondo,

Antologia delle poestie. Puntata 10: il Decadenticismo

Nei primi anni del Bovecento in Italia si sviluppa una corrente artistico-letteraria detta Decadenticismo, il cui nome origina dal fatto che quando un animale sostituisce la propria dentatura, da cucciolo diventa adulto, perdendo per sempre l’innocenza e la felicità.

Il Leopardi

La più grande Poestia del Ruminanticismo è Giagobbo Leopardi (Leopardus Infelicis), un leopardo deforme, affetto, fin da quand’era ancora un cucciolo, da una brutta scoliosi, degenerata poi negli anni, per l’eccessivo studio “da gatto disperatissimo”,

Antologia delle poestie. Puntata 8: il Ruminanticismo

Nell’Orsocento assistiamo al diffondersi di un movimento culturale, artistico e letterario che nega la Ragione di Natura dell’Illucciolismo, in quanto inadatta a spiegare la totalità del mondo e della realtà, a favore di un’esplorazione irrazionale ed innaturale delle cose,

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