Via Monte Zebio, ore 11.45. Il portone del palazzo davanti al quale mi fermo è di colore verde, e sopra, fatta con qualcosa di bianco, c’è scritta la seguente frase: Desidera il bene per tutti, firmata con la A cerchiata anarchica. Davanti al portone c’è un piccolo signore sui settanta, forse il portiere del palazzo. In mano ha una spugna, e per terra, tra i piedi, un secchio pieno d’acqua e sapone.
– ‘Sto maledetto desidera il bene per tutti – mi dice, rabbioso – però lui er rispetto pe’ le cose dell’artri nun sa proprio ‘ndo stà de casa!
Poi il portone si apre ed esce il cliente che sono venuto a prendere. Il cliente sale, il portone si richiude, io riparto, e il signore piccolo sui settanta comincia a strofinare forte la spugna sulla scritta anarchica.

