Una via di Tor Marancia, ore 10.15. Mi fermo davanti all’officina di un elettrauto per ricaricare l’aria condizionata. L’elettrauto, un tipo magro e capellone sui cinquanta, sta poggiato al muro, a fumare una sigaretta.
– Salve – gli dico senza scendere – dovrei ricaricare l’aria condizionata per favore.
– E te pareva! – esclama lui, adirato – ecco n’artro fighettino che pensa solo all’aria condizionata! Ma alle luci, al motore, alla batteria, ce pensate mai?!
Lo guardo perplesso.
– Ma io c’ho un taxi – gli dico – ora arriva l’estate e l’aria condizionata per me è fondamentale, ci lavoro. Ma poi scusi, perché l’aria condizionata è da fighetti?
Il tipo butta la sigaretta a terra, e la sua risposta alla mia domanda è uno sguardo di disprezzo.
– Aspetta qua che vado a pijà er compressore – borbotta fra i denti. Poi si volta ed entra nell’officina. Ed io riparto, alla ricerca di un altro elettrauto, più fighetto.
