Il brutto (ma giusto) presentimento dell’altra zanzara

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– Lo devo fare capisci?  Lo devo fare per quel povero signore lì a terra! – Ma così morirai anche tu! – Non m’importa!

– Lo devo fare capisci?  Lo devo fare per quel povero signore lì a terra!
– Ma così morirai anche tu!
– Non m’importa! Io sono la sola che può servirgli su un piatto d’argento il Dna di quel maledetto assassino! L’ho punto mentre strangolava il vecchio!
– E se non lo capiscono? Il tuo sacrificio sarà inutile!
– Capiranno! Gli esseri umani sono una razza molto intelligente.
– Sei sicura?
– Sicurissima!
– Mmm…io ho un brutto presentimento.
– Io no, addio!
La zanzara si staccò dal muro e volò dritta verso il viso del commissario, in ginocchio accanto alla vittima, insieme al medico legale. L’insetto iniziò a stuzzicarlo volandogli vicino al naso, le orecchie, le labbra, le guance, il collo, fino a quando il commissario, intercettandola nell’aria, piuttosto facilmente, la schiacciò tra le mani.
– Maledette zanzare! – esclamò, guardandosi schifato il rivolo di sangue sul palmo destro – vado a sciacquarmi!
– Lo sapevo… lo sapevo… – sussurrò nello stesso istante, tra le lacrime, l’altra zanzara rimasta sul muro.

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