Quando avevo nove anni, tenevo un diario segreto. Mia sorella l’ha scoperto e me l’ha preso. Ho gridato, l’ho minacciata, l’ho pregata, l’ho rincorsa, ma… mi è sfuggita.
Lo ha aperto e con aria trionfante si è messa a leggere, ad alta voce, davanti a tutta la famiglia.
Non ho ucciso mia sorella, ma ho deciso che non avrei mai più scritto.
Mi ci sono voluti lunghi anni per farmela passare e ricominciare a scrivere.
Quell’astinenza mi ha resa ingorda.
E ora scrivo, scrivo di tutto, scrivo ovunque, a qualsiasi ora.
Scrivo perché sono affamata di scrittura.
