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Uomini e pecore, un amore difficile

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Il 14 febbraio del 2003 moriva, nei pressi di Edimburgo, la pecora Dolly.

Il 14 febbraio del 2003 moriva, nei pressi di Edimburgo, la pecora Dolly. L’animale, primo mammifero clonato della storia, fu soppresso nello stesso istituto in cui era nato circa sette anni prima, il Roslin Institute. La notizia delle riuscita clonazione di un mammifero fece naturalmente molto scalpore. Da una parte si esultava per il passo in avanti fatto nel campo della ricerca, ipotizzando addirittura che la clonazione di cellule potesse essere risolutiva per molte malattie che affliggono il genere umano. Dall’altra, soprattutto in ambienti religiosi, si criticava duramente l’affronto mosso verso la sacralità della vita: il dibattito è ancora oggi vivo e ben distante dal trovare mediazioni o punti d’incontro.

E’ interessante, invece, notare come la data del 14 febbraio sia ricorrente nel breve percorso di Dolly. Come detto è la data della sua morte, ma non solo: è anche il giorno in cui, nel 1997, lo staff del Roslin Institute annunciò al mondo intero l’esito positivo dell’esperimento di clonazione da cui “scaturì” Dolly.

Ma il 14 febbraio è anche, naturalmente, il giorno di San Valentino, il giorno degli innamorati. Non è il caso, probabilmente, di parlare dell’amore che gli scienziati che le hanno dato vita potessero provare (forse) per la loro creatura Dolly, o del dolore che provarono nel doverla abbattere. Ma il rapporto tra uomini e pecore, serio o scherzoso che sia, ha radici ben più profonde e tocca temi e campi molto diversi tra loro. Pensiamo, ad esempio, al rapporto che hanno i pastori con il loro gregge, specialmente in Sardegna, dove la pastorizia è attività ancora molto diffusa. Il gruppo di pecore rappresenta per loro una fonte di lavoro e, quindi, di guadagno. Inoltre, è un’attività particolarmente radicata nella cultura sarda, con tradizioni secolari e leggende più o meno attendibili.

E’ proprio per una battuta ispirata al presunto amore carnale che legherebbe alcuni pastori sardi alle proprie pecore che, poco più di un anno fa, Paolo Villaggio si è ritrovato al centro di un polverone. Il popolare comico genovese, infatti, durante una trasmissione di RaiTre (Brontolo), attribuì lo scarso tasso di natalità dell’isola al fatto che la popolazione sarda preferisse accoppiarsi con gli ovini invece che con gli esseri umani. Le reazioni furono immediate: dal Presidente della Regione, Cappellacci, fino alla rappresentanza dei pastori sardi, Villaggio fu oggetto di durissime accuse, e si difese sottolineando il carattere esclusivamente sarcastico della sua affermazione.

 

Eppure, Villaggio potrebbe non aver sbagliato del tutto. E’ possibile che l’errore del comico sia limitato all’area geografica da lui indicata, la Sardegna, mentre da altre parti del mondo giungono notizie che, se confermate, sarebbero a dir poco sconvolgenti: la prima viene dalla Turchia dove, nel gennaio del 2010, sarebbe venuto al mondo un agnello dal volto umano. La notizia è stata riportata, a suo tempo, anche dalla CNN ed ha dell’incredibile. L’ipotesi più convincente sembra essere quella di una mutazione dovuta al livello eccessivo di vitamina A contenuta nel foraggio di cui l’animale si nutriva, ma chissà se la strana creatura non sia invece frutto di un amore proibito… ; l’altra notizia risale al gennaio dello scorso anno e giunge dalla Nigeria, dove sarebbe nata una creatura metà uomo e metà pecora. Una sirenetta di serie B, praticamente.

Per non parlare, poi, di un pastore proveniente dal Mozambico che, sorpresi due uomini mentre si intrattenevano carnalmente con una pecora di sua proprietà, chiese addirittura che ai due fosse imposto di convolare a nozze con l’animale.

Impossibile, infine, non ricordare Woody Allen nei panni di un pastore armeno che, non sentendosi più amato dalla sua pecora prediletta, si rivolge ad un medico per capire cosa stia succedendo. Visita dopo visita, incontro dopo incontro, anche il medico finirà per infatuarsi della pecora, dando il via ad una serie di amori impossibili. Prorpio come quello tra uomini e pecore.

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