Quando Orfeo diventa un coatto

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Orfeo coatto è un mp3dramma di musica significata. L’ha scritto e diretto Francesco Redig De Campos. Orfeo lo conosciamo tutti, la sua storia con Euridice è stata raccontata...

Orfeo coatto è un mp3dramma di musica significata. L’ha scritto e diretto Francesco Redig De Campos. Orfeo lo conosciamo tutti, la sua storia con Euridice è stata raccontata mille volte, dal mito degli antichi greci all’Orfeo Negro (Orfeu da Conceição) di Vinicius De Moraes, dall’Orfeo 9 di Tito Schipa jr all’Orfeo Cavaliere d’argento dei Cavalieri dello Zodiaco. E dopo essere stato mito, negro, 9, manga e aver subito moltissime altre metamorfosi in tutte le arti e in tutte le epoche, a Orfeo è toccato pure di diventare coatto.

Un mp3dramma è come un radiodramma che non va per radio ma si ascolta come un mp3.

Se vuoi sapere cosa sia la musica significata ascolta come comincia Orfeo coatto.

Poi leggi la presentazione che ne danno gli ideatori:

“Una delle principali prerogative della musica europea, è lo sviluppo dell’armonia. Per armonia si intende la parte della musica che studia la possibilità di combinare simultaneamente diverse note. Nel corso dei secoli, dal medioevo in poi, si sono definite delle norme per regolare questa prassi: nel medioevo erano assolutamente proibite le dissonanze, poi nel rinascimento si afferma un nuovo gusto che consente di usarle purché precedano delle consonanze. Man mano che si stabilivano nuove regole, nuove generazioni di compositori (celebre è la polemica tra Monteverdi e il teorico musicale Artusi, che lo attaccò, in Artusi ovvero delle imperfezioni nella musica moderna perché, tra le altre cose non rispettava le regole per l’uso della dissonanza), contribuivano a forzare dette regole.

L’alternanza tra dissonanze e consonanze resta per secoli, secondo gli usi e i costumi delle varie epoche, una delle migliori armi in mano ai compositori per creare (come dice Lèvi-Strauss) aspettative nel pubblico e, a seconda dei casi, deluderle o ricompensarle più del previsto. Con Wagner comincia il processo che culmina nel novecento e che elimina i confini tra dissonanza e consonanza per creare una musica totale, non vincolata dalle regole armoniche canoniche. Questa tendenza, pur animata da un nobile scopo, crea un’impossibilità da parte dell′uditore di crearsi delle aspettative, tanto che ancora oggi si dice che il pubblico non ama la musica contemporanea perché non è sufficientemente preparato, come se si potesse insegnare (magari a scuola) ad amare la musica.

A nostro parere questo ragionamento presenta delle falle: a parte che è lievemente pretestuoso escludere dalla definizione di musica contemporanea compositori del calibro di Charlie Parker, Miles Davis, Jimi Hendrix, Frank Zappa o Bjork (solo per citarne alcuni), relegandoli sotto la voce musica di consumo (ad onor del vero in Italia negli ultimi anni il jazz, forse proprio perché ha terminato la sua fase evolutiva all’incirca alla fine degli anni ′60 ed è diventato un linguaggio codificato, inizia ad affrancarsi da questa etichetta) e soprattutto stabilisce che la patente di contemporaneità è riservata a quei compositori il cui principale merito è quello di scrivere musica che annoierà il pubblico, ma che d′altro canto, verrà suonata da musicisti vestiti di tutto punto”.

Francesco Redig de Campos, l’autore di Orfeo coatto, suona basso elettrico e contrabbasso in brani e concerti di musica classica, Jazz e pop.

Se a questo punto ti è venuta voglia di conoscere tutta la storia di Orfeo coatto, ascolta qui. Probabilmente non riuscirai a cogliere tutte le innumerevoli citazioni che sono state inserite nei brani, prima di ogni altra l’invocazione al grande Charles Mingus eletto a nume tutelare e a musa di tutto il progetto, ma puoi provare comunque a scoprire i rimandi a:

Lorenzo Da Ponte “Don Giovanni”
Claudio Gregori “Telenauta ′69”
Alberto Fortis “A Voi Romani”
Marcello Rosa
Fabrizio de André “Un Giudice”
Anonimo ascoltatore di Radio Rock
Bigazzi, Masini, Mansani “Perché lo fai”
Stefano Ricucci
Marco Castoldi “Canzoni dell′appartamento”
John Swartzwelder “La Cometa di Bart”
Ilary Blasi
Giacomo Devoto, Gian Carlo Oli “Dizionario della Lingua Italiana”
Stefano Bari
Stefano Catucci “Guida all′ascolto della Iª Sinfonia di Mahler”
John Landis, Dan Aykroyd “Blues Brothers”
Gloria Caccia
Doriana Leondeff, Silvio Soldini “Pane e Tulipani”
David Sacks “Marge e la paura di volare”

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