Ora che sei un angelo, con le rughe un po’ feroci sugli zigomi, puoi davvero pisciare in testa ai potenti e ai mascalzoni.
Ora che sei un angelo, puoi davvero smetterla di cantare se io fossi un angelo.
Ora che sei un angelo, puoi davvero danzare sul mare come un ballerino. E poi fare Paff…bum tuffandotici dentro, e guardare finalmente com’è profondo.
Ora che sei un angelo, puoi davvero insegnare agli altri angeli i tuoi dabaduda della videosigla RAI “Lunedì Film”.
Ora che sei un angelo, puoi davvero correre e fermare tutti i treni Palermo-Francoforte.
Ora che sei un angelo, senza affidarti a viaggi organizzati, puoi davvero volare sopra le città che hai cantato: la tua Bologna, Milano, Washington, Berlino, Roma…
Ora che sei un angelo, puoi davvero parlare il napoletano come sognavi.
Ora che sei un angelo, puoi davvero andare indietro nel tempo e arrivare… che so, anche fino a 60.000.000 di anni fa, e poi tornare veloce avanti fino al 1999, e se ti va, tornare ancora indietro al 4/3/1943 e rivederti appena nato.
Ora che sei un angelo, puoi davvero volare con le rondini.
Ora che sei un angelo, puoi davvero startene quanto ti pare con la tua gente del porto, e quante volte ti pare morirtene sulle panchine di Piazza Grande. O aspettare, aspettare su quella vecchia terrazza davanti al golfo di Surriento che amavi tanto, l’anno che verrà.
Ora che sei un angelo, puoi davvero ascoltare il tuo cuore aprirsi e farsi sentire.
Ora che sei un angelo, finalmente alto, biondo, invisibile, puoi davvero raggiungere il cielo con un piccolo salto, e poi, se già non l’hai fatto, abbracciare tutti quelli che hai cantato: Ayrton, Nuvolari, Caruso, Anna e Marco e tutti gli altri.
Ora che sei un angelo, puoi davvero col tuo clarinetto riempire il paradiso di jazz.
Ora che sei un angelo, mi piacerebbe davvero sapere se ti sei presentato a Dio come Lucio Dalla, Domenico Sputo o Gesù Bambino.
Ora che sei un angelo, puoi davvero iniziare questo bellissimo secondo tempo di cui parlavi sempre.
E ora che sei un angelo, ogni volta che calerà la notte, una notte bianca come il vestito di una sposa, seduto su una piccola nuvola, potrai davvero mandare lo sguardo dove vuoi in giro per tutto il mondo. E poi fermarlo di colpo quello sguardo, magari dentro una piccola stanza di una casa in riva al mare, dove dorme una bambina, una bambina diversa, bella come una stella, e allora… allora io credo che da quella nuvola tu ti lancerai, entrerai in quella stanza, ti avvicinerai a quella bambina, e nel suo orecchio piano le canterai: buonanotte anima mia, adesso spengo la luce, e così sia.

