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Sale sul ring bello carico. Fa le spalle grosse si vede che in forma. Negli spogliatoi ha ridotto uno straccio il pungiball. Fa la sua solita espressione, quella che digrigna...

Sale sul ring bello carico. Fa le spalle grosse si vede che in forma. Negli spogliatoi ha ridotto uno straccio il pungiball. Fa la sua solita espressione, quella che digrigna i denti e fa finta di schivare i colpi. Il pubblico lo ama quando fa queste cose.
Il vecchio Paoletto gli sta dietro con una tuta aperta sul petto e da cui sbuca una catena in oro con un cristo attaccato. Matteo continua a stare sul centro del ring, non è nervoso è in forma. Si è allenato sei mesi. Ha buttato giù sette chili ed ora è pronto. La ragazza dalla folla lo incita e lui le manda un bacio con il guantone. Anche lei sa che è la finale, se vince è campione regionale.
Il piccolo palazzetto dello sport è pieno. Tutti urlano. Un tizio fa le scale all’indietro con un cesto pieno di popcorn e Cocacola, trovando poco spazio dove mettere i piedi.

Dalla stessa porta da cui è entrato Matteo entra anche il campione in carica. Sei vittorie al livello nazionale negli ultimi due anni. Nessun k.o. Nemmeno tecnico. Sale sul ring e inizia a saltellare come fanno i pugili professionisti. L’allenatore gli massaggia le spalle. Il vecchio Paoletto non l’ha mai fatto, nemmeno a Matteo.
Il campione in carica è un rumeno di venticinque anni. Ha preso il permesso di soggiorno tre anni fa, poi si è trovato casa e si è comprato un sacco. Quando finiva di lavorare dava giù al sacco. Un giorno un suo amico l’ha visto fuori da un locale in mezzo ad una rissa. La leggenda dice che ne ha stesi tre belli grossi prima di andare lungo per la coca. Da allora fa la boxe e ora ha iniziato anche a vincere i primi soldi. Si chiama Antonello.
Matteo lo guarda negli occhi l’arbitro gli avvicina. Matteo sa che può vincere. Sei mesi si è allenato, non uno di più non uno di meno la vittoria se le guadagnata. La sera finito di lavorare col padre in falegnameria si metteva a fare il giro del quartiere ripetute massacranti per il fiato. È così che ha buttato giù quei sette chili. Viene da Fidene lui e lì lo chiamano il Piccolo.
Dopo la presentazione i due si tolgono le casacche. Il vecchio Paoletto va vicino a Matteo e gli dice:
– Lascia sta’ i fianchi. Nun ce devi prorio pensà. Fallo sfianca’ lavoratelo coi jab.- Matteo annuisce con la spugna tra i denti. Gli occhi non mollano Antonello dall’altra parte del ring. Suona la campana.
Antonello parte velocissimo. Sa bene di essere il favorito. Si sarà anche giocato dei bei soldi su questa faccenda. Uno, due jab. Matteo si muove bene sul tronco. Matteo è molto più basso, ma è più veloce. Ha una capacità di cambiare direzione unica. L’ultimo round a Torbellamonaca l’ha vinto così e alla grande. Antonello lo spinge all’angolo, e lo tartassa. Paoletto urla di andare via da lì. Matteo lo fa e inizia a correre lateralmente per riprendere fiato, Antonello picchiava al fegato.
Poi si riavvicinano e legano. I due pesano ottanta chili. Non è uno scherzo darsi un cazzotto. L’arbitro li divide e Matteo riprende a muoversi e la folla a urlare.
– Daje così, nun te fermà. – Gli urla il vecchio Paoletto.
Finta di piedi e affonda il guantone nello stomaco di Antonello che si piega. Ma niente, non è stato niente, Antonello si è già ripreso e prova a ripartire ma suona la fine della ripresa.
Il vecchio Paoletto mette lo sgabello nell’angolo destro e Matteo ci si siede sopra. Non è ridotto per niente male. La cassa toracica si gonfia e si sgonfia con armonia. Va bene, va bene così.
– Tu me devi ascoltà quanno te parlo. Che è stata quella cazzata de fatte mette al corner? a quello nun je deve venì nemmeno in mente de provacce. Te devi movè e accorcia le distanze o quello te martella. – Gli dice il vecchio Paoletto e con l’indice gli spalma della vaselina sul sopracciglio destro.
– Fuori i secondi. – E parte la campana.
Matteo va subito sotto come un razzo e inizia a martellare Antonello da vicino. Antonello non è veloce e ha le leve lunghe; dentro quel perimetro Matteo è salvo. Jab, jab poi combinazione uno due al tronco. Ancora uno due. Antonello sbatte sulle corde e dietro gli va Matteo. Poi riprendono a stare fermi al centro del ring. Si studiano. Antonello prova a fare un passo avanti ma niente, Matteo non ci crede e rimane lì saltellando sul posto.
La palestra urla a più non posso. I tifosi di Matteo sono tanti, Antonello ha una piccola combriccola che si fa valere. La ragazza di Matteo invece è in piedi dal primo gong, non si è masi seduta e si mangia le unghie. L’uomo con il cesto dei pop-corn e le Coca-cole continua a fare avanti e indietro. Nessuno compra niente.
Matteo cala la guardia, un attimo solo. Antonello fa due passi e gli molla un montante sulla guancia destra. Matteo barcolla e il caschetto para colpi gli si storce tutto a sinistra. Suona la campana.
– Allora. Che t’ho detto. Fai sempre come te pare. È inutile. Ma che cazzo l’abbassi a fà la guardia? Le voi pijà? Daje giù de jab finchè nun te sentì più er sinistro e poi je parti. Ma prima t’ho devi lavorà. Quello mica è nato jeri. E poi…
– Stavo a ripià fiato. È stato ‘n attimo che te credi Paolè…
– Nun me ‘nteressa porco Dio. Te sto a dì rimai là dove non te pija.
– Fuori i secondi.
Matteo parte subito e si rimette dentro il perimetro in cui è al sicuro. Riattacca col sinistro. Antonello però tiene gli avambracci sul volto in difesa. Tiene la gamba sinistra avanti e sulla destra scarica il peso. Poi schiva due jab e i due legano. L’arbitro li separa e poi fa riprendere. Matteo lo tartassa e gli gira attorno sembra che gli brucino gli occhi. Risuona la campana. Il round ai punti questa volta è suo. Qualcuno insulta l’arbitro.
– Mone me sei piaciuto. Mica pe’ niente ma stavi come la bella bambolina prima. Se te lo lavori così lo fai secco. C’hai più fiato de lui. Hai visto, lo manni ner pallone se je dai de ritmo. Quanno se scopre poi colpisci e lì fai male!
-Fuori i secondi.
Si riprende. Antonello questa volta parte per primo. Tiene a distanza Matteo e gli fa un paio di combinazioni niente male ai fianchi. Uno, due; uno, due e tre. Antonello ha un destro che fa paura. Un destro che ti fa pensare al professionismo. Matteo esce fuori dalle corde e riprende la storia del terso round: saltella e lo lavora di sinistro a una distanza troppo corta per Antonello. Il vecchio Paoletto urla e sputa bava. Finisce così il quinto round.
Il padre di Matteo si avvicina alla ragazza del figlio e gli fa:
– Ah ragazzì nun è che me l’hai stancato. Mo’ non se fanno i regali…quello oggi deve vince, lo sai sì!
Lei sorride e dà un colpo con la spalla:
– Ah Giulio io non c’entro niente. Quello vince stasera che c’hai dubbi?
– Che dubbi!
– Fuori i secondi.
Antonello riparte e dà subito un dritto sul tronco. Matteo si riprende e saltella di qua e di là senza fermarsi. Antonello gli va incontro e i due legano. L’arbitro li separa e allora legano nuovamente. Trascinandosi verso le corde. Dal pubblico partono i fischi. Poi l’arbitro li separa. Antonello parte con un gancio destro, Matteo fa torsione col busto e lo schiva. Poi ruota il piede destro facendo perno su quello destro e fa un uno due. Il sinistro prende al mento Antonello e il destro lo prende pieno sulla mandibola sinistra. Antonello va lungo con gli occhi chiusi. Matteo viene mandato dall’arbitro all’angolo opposto. Sul ring iniziano a volare fogli di giornale accartocciati.
Al sei del conteggio tutto il pubblico inizia a ripetere i numeri, fino al dieci. Matteo sale sulle corde e reggendosi con una mano incita la folla con l’altro braccio. La ragazza corre sul ring a baciarlo. Gli amici di Antonello rimangono zitti e lui se ne va verso l’angolo aiutato dall’allenatore. Ha fatto un errore e gli è costato l’incontro. La box è anche questo.
Matteo va all’angolo e abbraccia il vecchio Paoletto che gli dice:
– Tu c’hai la testa dura come er travertino. Me dovevi solo ascoltà e l’hai fatto…e come se l’hai fatto!- E i due si abbracciano mentre l’uomo con il cesto dei pop-corn e Cocacola viene preso d’assalto.

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