Scrivo perché mi piace. E mi piace perché è come guardarsi allo specchio. Solo che quando ti guardi allo specchio la mattina appena alzata o la sera prima di andare a letto vedi sempre la stessa faccia, più o meno allegra, più o meno triste, più o meno assonnata ma sempre la stessa. E la cosa è terribilmente noiosa e sconfortante. Quando scrivo invece lo schermo del computer od il foglio bianco mi rimandano molti volti: ognuno di loro ha una personalità diversa e racconta con un tono di voce che muta a seconda dell’occasione, una storia diversa. So bene che questi personaggi sono il riflesso più o meno consapevole di persone che ho incontrato e parlano spesso di eventi che a cui ho assistito ma solo scrivendo, fotografandoli una volta per sempre, mi rendo conto di quanto sia ricca e sorprendente la mia vita.

