Una coppia comune, famiglia Schistosomatidae, erano dei platelminti di venti millimetri circa, la femmina, perché il maschio era più corto di qualche millimetro. Era un vermetto cicciotto, dal corpo microscopicamente bitorzoluto. La sua donna, snella e longilinea nasce insieme a lui, nel suo corpo; la testa e la coda ne sbucavano fuori e talvolta anche tratti del corpo, quei famosi millimetri in più, fuoriuscivano da una fessurazione sul corpo del maschio. Vivevano piacevolmente la loro parassitaria simbiosi, ma mentre li osservavo, nel laboratorio, non mi interessava tanto che provocassero la seconda malattia tropicale, ma piuttosto riflettevo su quanto essi, invece, fossero davvero una coppia comune.

