Chi sarebbe disposto ad assumere l’NTZ, una “smart drug” dall’ambigua provenienza, capace di amplificare le facoltà dei recettori neuronali da rendere così operanti tutte le aree del cervello? Eddie Morra (Bradley Cooper) sì. Lasciato dalla fidanzata (Abbie Cornish) e fallite le sue aspirazioni da scrittore, non gli rimane che ingurgitare quella pillolina trasparente, gentilmente offertagli dall’ex cognato Vernon (Johnny Whitworth). Con ogni sinapsi solleticata, Eddie non solo impara qualsiasi lingua straniera tramite il solo ascoltare ma arriva, addirittura, a sconvolgere le operazioni di Wall Street, procacciandosi milioni di dollari e la stima del boss della finanza, Van Loon (Robert De Niro).
Dopo il successo di The Illusionist, il regista Neil Burger fa ritorno nel panorama cinematografico con Limitless, in cui si mette alla prova esaltando lo charme demoniaco ma senz’altro accattivante della corruzione.
Grazie alla genialità del romanzo “The Dark Fields” di Alan Glynn e all’illuminazione della sceneggiatrice Leslie Dixon, prende corpo uno script in cui fantascienza, commedia, action movie e thriller si intrecciano convergendo nella prepotente soggettiva del protagonista. Questo trip allucinogeno consente al pubblico, non la contemplazione passiva, bensì la possibilità di saggiare le gesta di Eddie da vero e proprio “inquilino” della sua massa cerebrale. “Il film è una storia sul viaggio che Eddie compie – rivela Burger -. Io voglio che lo spettatore sia disposto a scendere con lui in abissi oscuri”.
Lo sballo dell’NZT non consiste banalmente nell’alienare dalla realtà bensì nel renderla oltremodo lucida. Ciò non toglie che sia immune da effetti collaterali ma, nonostante i rischi di paralisi, nevrosi, amnesie, impulsi omicidi e di inevitabile morte, il protagonista – in preda a crisi di astinenza – lotta fino all’ossessione (anche grottesca) per salvaguardare la sua scorta che ormai scarseggia. A proliferare sono, invece, individui facenti parte delle più alte sfere politiche e finanziarie e loschi esponenti della mafia russa, il cui scopo è sottrarsi a vicenda la sostanza stupefacente.
Il regista, proponendo nella prima parte del film una serie di concetti alla fine non sufficientemente dipanati, supplisce alle crepe narrative con espedienti visivi e stilistici all’avanguardia, “drogando” il pubblico con tagli deformati, prospettive allargate e ritmi vertiginosi, alternando primi piani e flashback.
La decodificazione cammina su binari doppi che il direttore della fotografia, Jo Willems, risolve fin troppo nettamente e semplicisticamente, contrassegnando due realtà di Eddie: quella perdente dai colori cupi e angolature soffocanti e quella vincente con colori patinati e visuali di ampio respiro.
A spuntarla non sarà l’ “Eddie idealista” quanto piuttosto l’ “Eddie tossico”, che si fa ambasciatore di una società postmoderna contaminata dalla celebrazione delle pulsioni. L’intento di Limitless non è un affiche di denuncia morale ma una mera constatazione della cinica condotta umana, stemperata dal fascino irresistibile e dall’ironia di Bradley Cooper.
Titolo originale: Limitless Regia: Neil Burger Genere: Action thriller Paese: USA 2011 Durata: 105′ Produzione: Universal Studios, Relativity Media Distribuzione: Eagles Pictures Cast: Bradley Cooper, Robert De Niro, Abbie Cornish, Johnny Whitworth, Anna Friel, Andrew Howard, Tomas Arana, Robert John Burke, Darren Goldstein, T.V. Carpio

