Aveva sempre rubato con gli occhi, a tutte le donne che aveva amato, le loro qualità migliori. Un giorno però, il suo ultimo amore, con cui s’era da poco lasciato, gli bussò alla porta.
– Ridammi subito la mia enorme calma e la mia infinita pazienza! – gli disse, furiosa e irrequieta, appena lui aprì – Lo so che me l’hai prese tu bastardo, te le vedo chiaramente negli occhi e sulla faccia! Le riconosco! Sono le mie!
L’uomo, con la sua enorme calma e la sua infinita pazienza, la stava per invitare ad entrare in casa, mettersi seduta e parlare della questione quietamente, ma non fece in tempo nemmeno ad aprire bocca: la donna, con un gesto rapido, tirò fuori dal cappotto un coltello e gli tagliò la gola. Quindi gli cavò gli occhi e se li mangiò. Poi ripose l’arma in tasca e trascinò il corpo in casa. Infine chiuse la porta, prese straccio e scopa e pulì il pavimento e la soglia di tutto il sangue che era schizzato a terra. E tutto questo lo fece, naturalmente, con quelle che erano sempre state le sue qualità migliori, ora ritrovate: enorme calma, e infinita pazienza.
