Gianna Nannini: Meravigliosa creatura rock

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Trasognati, a mordersi la bocca, arrivando a sentire l’”America” – quella gridata da Gianna Nannini – sul palco del Roma Rock Festival 2006. Migliaia di braccia alzate, tese, che sembrano...

Trasognati, a mordersi la bocca, arrivando a sentire l’”America” – quella gridata da Gianna Nannini – sul palco del Roma Rock Festival 2006. Migliaia di braccia alzate, tese, che sembrano allungarsi verso il cielo, autostrada per qualche aereo che nel frattempo, tra atterraggi e decolli, sfila luminoso intorno al vicino aeroporto di Ciampino.
Un movimento ai piedi del palco m’ incuriosisce: ma naturale!…sono i fotografi che fugacemente strappano le immagini da consegnare di fretta al giornale: un’infinità di flash in un attimo e di corsa in redazione!
Lei, Gianna, jeans e stivaletti per saltare e correre comodamente da una parte all’altra del palco, cullando l’asta del microfono come un bimbo, calciando i piedi in aria, agitando e scuotendo la testa ed in modo dissacrante indicandosi il sedere intonando: ”Leccatemi, leccatemi”, in risposta a chi la vorrebbe veder apparire una cinquantenne pacata e composta; ma sulle spalle di questo vulcano gli anni sembrano non pesare affatto; energica e scomposta non risparmia fiato, tempo, sudore, inchinandosi a braccia aperte quasi di continuo.
La precedenza è concessa ai recenti brani tratti dal suo ultimo lavoro Grazie, di cui l’omonimo singolo recita: “il cuore è un’arma da fottere” – che sia un segno di cedimento? – il dubbio è subito sciolto dalle parole di “IO”, altro brano dallo stesso album: ” l’amore è bello solo se lo fai con me”, persuade convincente, vittima di una miracolosa autostima che la conduce sempre un passo avanti a tutti. Lascia fluire senza limiti la sua anima rock, scivolando di tanto in tanto su note melodiche, sonorità più dolci ed orecchiabili; con “Vieni ragazzo” ricorda al suo pubblico il clamore del passato: ed è di scandalo che continua ad aver voglia evocandone uno fragoroso, da prima pagina, proprio con”Scandalo”; tra riadattamenti di “Latin Lover”, “I maschi”, “Meravigliosa creatura”, “Amandoti”, “Contaminata”, “Fotoromanza”, affabula uditori di ogni età, facendoli scattare dritti sulle gambe a far soffrire le corde vocali insieme a lei.

 

Migliaia di occhi (come le braccia di prima) roteano impazziti nella speranza di afferrarlo davvero questo “Bello&impossibile”. Quando ormai nemmeno più i capelli tengono una piega, e di cambi ne ha già sfoderati un paio, attratta dalla batteria, improvvisa un assolo di pochi secondi, non di certo comparabile alla sua bravura canora; non sembra averne abbastanza nel provare i vari strumenti e la ritroviamo ad impugnare un violino, che strimpella con non poca audacia, di sottofondo ad accordi di chitarre elettriche; anche il piano è suo compagno, ma la vediamo dopo poco costretta ad interrompersi per problemi tecnici – che ci vengono spiegati senza imbarazzo da lei stessa. Regala pochi minuti di show, se così si può dire, montando sulle spalle di un omone lungo e largo impiegato nella sicurezza, avvicinandosi al pubblico delle prime file per elargire strette di mano e carezze ai meno irruenti. Conclude la serata con poche ma simboliche parole: “alla faccia della carità, dei politici e delle rock stars!”
È una Gianna generosa, che non perde colpi con l’andare avanti – sembra la controprova del fatto che quando madre natura plasma con la perizia di cui è capace, il tempo non fa altro che confermare ciò che è, senza essere un nemico dal quale doversi riparare e lottare con chirurgia estetica e botulino.

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