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Il ricercatore

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“Questo annuncio rispetta la legge 903/77, (PARITA’ DI TRATTAMENTO TRA UOMINI E DONNE). Cercasi giovane laureato con esperienza minima di dieci anni. Età massima 22 ANNI.

“Questo annuncio rispetta la legge 903/77, (PARITA’ DI TRATTAMENTO TRA UOMINI E DONNE). Cercasi giovane laureato con esperienza minima di dieci anni. Età massima 22 ANNI. Conseguimento di un master e bella presenza costituiranno titolo preferenziale. E’ richiesta la conoscenza dell’inglese, del tedesco, dello spagnolo, del francese, del cinese e dell’esperanto, con pronuncia fluente. E’ richiesta la massima flessibilità d’orario. Disponibilità agli spostamenti. Retribuzione da definire in rapporto alle reali capacità del candidato. I candidati potranno inviare il curriculum via mail”.

Che tradotto stava a significare:

“Questo annuncio prende per il culo la legge e anche te, in tutti i sensi. Si cerca un giovane ragazzo prodigio che si sia laureato a 10 anni e che abbia maturato un’esperienza decennale. Età massima 22 anni e disposizione a darla via costituiscono titolo preferenziale; se avete il pisello dunque non siete i benvenuti. E’ preferibile aver ingoiato 10 vocabolari di altrettante lingue. Non pensate di tornare a casa dall’ufficio per dormire. Potreste dovervi catapultare in Giappone domani mattina. La retribuzione fa parte del problem solving che dovete dimostrare. I candidati potranno inviare il curriculum via mail (ma sappiate che i segnali di fumo sono più efficaci: quelli almeno vengono notati).”

Era impossibile trovare annunci di lavoro di altro genere. E Luca aveva provato a comportarsi bene, ma non era servito a nulla.

Luca era un ragazzo normale, se non per un piccolo particolare: era uno dei primi esemplari di una nuova specie che silenziosamente si sarebbe diffusa per garantire la sopravvivenza del genere umano, sviluppatasi secondo la legge di Darwin per non soccombere alla selezione naturale: Luca diventava tutto ciò che ingoiava, o meglio quel che mangiava diventava in qualche modo parte di lui.

Non aveva ancora imparato a dominare perfettamente le sue qualità, quindi non sapeva bene quali effetti potevano provocare le sue abbuffate, ma tanto valeva provarci.

Ingoiarsi un lavoro purtroppo era impossibile, ma Luca poteva tentare di rispondere ai requisiti richiesti negli annunci.

Al primo rifiuto si era sentito dire che era troppo vecchio: i suoi 28 anni puzzavano già di marcio. Così Luca si presentò al colloquio successivo dopo un lauto pasto in cui aveva ingoiato un chirurgo plastico con tanto di bisturi e botulino. Così era apparso con la pelle più levigata e con i capelli folti e neri, ma purtroppo quel bisturi al posto della mano destra non lasciava presagire molta esperienza nel campo dei barbieri, per cui ormai erano richiesti una laurea specialistica e un master.

A un altro colloquio, dove era richiesta bella presenza, la sua pelle perfetta aveva sortito il suo effetto, ma purtroppo l’annuncio implicava la disponibilità a dare via una cosa che Luca proprio non possedeva, nonostante il suo aspetto levigato. Così Luca aveva risolto mangiando una bambola gonfiabile, senza testa: tette, culo e vagina erano perfetti e all’occorrenza gli bastava stantuffare una piccola pompetta, per trasformarsi nella “bella presenza” richiesta. La presenza della pompetta al posto della mano sinistra però, aveva stroncato ogni sua aspirazione di carriera come chirurgo, alla quale aveva cominciato a pensare dopo la storia del bisturi.

Aveva ripiegato su qualcosa di intellettuale, dove le mani non avessero troppa importanza, visto che non le aveva più. Tentò nel mondo dell’editoria: per leggere non aveva bisogno delle mani, ma con il bisturi poteva (anche se con molta delicatezza) utilizzare il touchscreen del suo ebook reader; occorreva però conoscere le lingue per poter tradurre molti testi originali: la soluzione era semplice. Luca ingoiò 5 vocabolari diversi. Ma ahimè, si rese conto di essere in grado di tradurre le parole cogliendone solo il primo significato: così poteva accadere che frasi come Sore Calves, in bocca a lui diventassero “mal di vitelli”, anziché male ai polpacci.

Si buttò sulla flessibilità, ingoiando il tubo della doccia di casa. E poi sulla disponibilità agli spostamenti, mangiando le ali di un aereo. E siccome le retribuzioni non erano mai garantite, si adoperò per dotarsi del problem solving richiesto negli annunci, iniziando ad ingoiare banconote e monete. Le prime rubate dal comodino dei suoi, le seconde dal salvadanaio della sorella più piccola. Così iniziò a emettere soldi ogni volta che andava in bagno, puzzolenti, ma pur sempre soldi.

Insomma ormai non gli mancava più nulla per rispondere correttamente agli annunci di lavoro: era giovane, anche se solo all’apparenza; era chiavabile, anche se solo all’occorrenza; sapeva le lingue, anche se non capiva i secondi fini; era flessibile, anche se solo fisicamente; era disponibile a spostarsi, anche se per passare dalle porte doveva planare in verticale per via delle sue ali; e infine si produceva da solo i soldi che gli potevano servire.

Ma…allora perché Luca continuava a cercare un lavoro?!? Perché era diventata la sua ragione di vita ed era l’unica cosa che gli era rimasta. Era diventato così mostruoso infatti, che nessuna donna l’avrebbe più amato e nessun amico avrebbe provato per lui più di un compatimento. La sua vita privata era ormai distrutta.

Luca andò avanti anni sperando di riuscire a trovare un impiego, sforzandosi di trovare la cosa giusta da mangiare. Ma continuava a ricevere rifiuti e a ingrossare.

Così, alla fine, quando fu ora di rinnovare la carta d’identità, Luca alla voce professione fece scrivere “Ricercatore, di impiego”. E alla voce segni particolari, dovette far aggiungere un foglio A3: l’elenco di improbabili protuberanze era ormai diventato infinito.

Questo racconto è tratto da una storia vera. Tuttavia, ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale.

© Olivia Calò

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