Odore di sole e fiori

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Illustrazione di Agrin Amedì
Odore di sole e fiori pervade le mie narici. È primavera, e questo è l’unico odore che dovrei sentire. Invece sento l’odore della paura, acre e pungente; l’odore della prigionia nella propria casa che si mischia al dolce profumo della mamma, creando una deliziosa fragranza opprimente.

Odore di sole e fiori pervade le mie narici. È primavera, e questo è l’unico odore che dovrei sentire. Invece sento l’odore della paura, acre e pungente; l’odore della prigionia nella propria casa che si mischia al dolce profumo della mamma, creando una deliziosa fragranza opprimente. Mentre godo dell’odore di fiori e sole dal mio balcone, il mio naso viene stimolato di nuovo. Un odore caldo, rassicurante. Mi avvicino alla balaustra e cerco di captarne l’origine. Viene da destra, penso. È sempre più intenso. È odore di toast al formaggio, come una carezza rassicurante. Ora sento odore di acqua salata, ma non è il mare, sono le lacrime. Le lacrime delle persone che si ammalano, delle persone nostalgiche e anche le mie. Ripenso all’odore caldo dei toast, è l’unica cosa che sapevamo cucinare. Rientro in casa, e prima di essere catturato dall’odore di dolce oppressione, sento un effluvio cupo, massiccio, antico e roccioso, come le vie di Roma. Quelle del centro a Trastevere o nei vicoli vicini a via Condotti, o ancora al Colosseo. I luoghi più belli che davamo per scontati, i nostri sabato sera perduti in quei vicoli dal fetore di piscio. Nei lunghi pomeriggi, magari dopo scuola, ci smarrivamo in quei vicoli, inebriati dall’odore di roccia antica, quelle pareti, custodi di… Scuoto la testa violentemente, in un periodo così non posso lasciarmi in balia dei ricordi, sarebbe solo peggio, penso. Anche se i ricordi sono dappertutto. Entro in salone e vengo sopraffatto dal liscio e morbido odore di pelle, lo stesso, morbido e liscio, che si sentiva nelle macchinette che ci portavano ovunque, con la musica a palla e i finestrini spalancati. Ci sentivamo padroni di tutto quando andavamo a 50 all’ora. Mi sposto in camera e sento l’odore delle nostre risate, probabilmente rimasto lì da tempo, forse ne sento anche il suono gioioso. Mi butto sul letto, la nostalgia è troppa, mi mancano i miei amici, e tutto mi riporta a loro, ai nostri scherzi idioti e alle nostre chiacchiere, il cui odore appesta tutta casa.

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