Quand’eravamo bambini scrivere era un atto sacrale. Ogni tentativo di mettere su carta il nostro modo di pensare il mondo includeva due versioni: la “brutta” e la “bella”. Poi siamo cresciuti. Da bambini eravamo soliti incorniciare le parole come se dovessimo proteggerle dal silenzio bianco che le circondava, il nostro senso di responsabilità superava quello della vecchiaia. Poi un bel giorno, non si sa come, abbiamo smesso di vedere. Da bambini ci confrontavamo spesso col futuro: da grandi, come saremmo diventati? Ma da adulti solo alcuni hanno continuato a interpellare il bambino che era in loro per scoprire quali fossero le parole più giuste per scrivere la propria storia.
Questa settimana i nostri allievi si mettono in ascolto delle proprie verità…
Gregorio Samsa, svegliandosi un mattino da sogni agitati, si trovò trasformato, nel suo letto, in un
boccale di birra tedesco. Giaceva in piedi su lenzuola raffazzonate, risultato di una nottata assai
tormentata, era evidente… di Michela Apolloni




