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Agrin Amedì

Agrin Amedì
Agrin Amedì, docente, grafica, traduttrice e direttrice editoriale della Rivista MagO’ di Omero Editore e redattrice della rivista Storie di Questo mondo. Collabora con l’ISMEO in quanto editor e grafica. In quanto illustratrice, ha esposto le sue opere nella mostra “Vita. Morte. E poi?” presso la Sala di Santa Rita, promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma. Tiene, inoltre, corsi di scrittura creativa presso gli Istituti Comprensivi Luigi Settembrini e Sinopoli-Ferrini e presso il Liceo Scientifico Tullio Levi Civita.

ha scritto

Qual è il segreto?

«Senti un po’, ma ho visto che molti vostri allievi stanno pubblicando.»
«Vero.»
«Nonostante il Covid e il resto.»
«Già.»
«E dimmi, qual è il vostro segreto?»

Cosa abbiamo imparato

Cosa abbiamo imparato dal mondo che ci circonda? A volare come gli uccelli o a nuotare come i pesci ma a non essere fratelli, come diceva qualcuno? Non ne sono sicura.

Lettera a nessuno

Lettore,
ormai quasi nessuno scrive lettere. O se si scrivono, in formato e-mail, tante volte risultano prive di sostanza. Lettere in cui si pensa che basta cominciare con “Caro/a…” per dar vita a una narrazione intima. Ma, lettore, quante volte tu credi a quelle parole?

Dalla cima

Scrivere un romanzo è una montagna da scalare. Trovandoci ai suoi piedi e osservandone la cima, sentirsi intimiditi è quanto c’è di più normale. Quella è materia solo per uccelli dalle grandi ali, ci diciamo. Sarà vero?

Esplosione salvifica

Ti senti a un bivio. Hai una miccia nella tasca della giacca pronta a esplodere. Sei a un bivio. Da una parte puoi disinnescare la miccia e tornartene indisturbato a casa. Dall’altra…

Aldilà di noi

C’è una voce interna che abita ognuno di noi. Una voce che di punto in bianco si rivolge a noi con parole chiare, inaspettate. C’è chi la sente distintamente; chi molto poco; chi fin troppo e chi per nulla. Ma lei c’è e continua a parlarci.

Ispirazioni astrali

«Ho un blocco serio, sai? Non riesco a trovare alcun tipo di ispirazione in questo periodo.» «Interessante…» «Cos’è interessante? Ti sembrano allettanti le mie tragedie?» «Uh, che paroloni. Tragedie?» «Sì, tragedie.»

Il peso delle parole

Che cosa succede quando una corda suona? Resiste a una pressione, modulandola. Ne segue una vibrazione che dalle mani del musicista giunge fino al corpo dell’ascoltatore. E non accade forse lo stesso nella letteratura?

L’essenza dell’artista

In cosa consiste l’essenza dell’artista? Nella capacità di leggere e sentire il mondo? Nella spontaneità di cogliere i movimenti che lo circondano attraverso occhi puri

Leggera consapevolezza

È trascorso del tempo. Le mattine assolate ci hanno riportato a ritmi, scorci e abitudini che abbiamo abitato o imparato a scoprire. Al termine di queste vacanze mi è capitato di chiedermi che fine fanno tutti i momenti che passiamo da soli

Qualunque sia la tua estate

Calcinacci. Pietre arroventate. Giardini chiari. Muri bassi. Cespugli e steli sulla terra brulla che cuoce adagio sotto la luce estiva e la salsedine soffiata dal mare.

Anagrammi assolati

Mare. Sale. Vento. Vento mare sale. Sale e risale un pensiero in un meriggio ventoso. Una barca galleggia. Una barchetta di carta si inzuppa. Il vento. La rotta non è ancora segnata.

Mutazioni

Vestire i panni di qualcun altro è cosa ardua e affascinante. È una sfida di non poco conto, come sa bene lo scrittore che si arrovella e riarrovella tra una stesura e l’altra di una scena.

A caccia di parole

Il bisogno di esprimersi è un bisogno primario, come bere o mangiare. Non è posticipabile, non è un desiderio che può passare in secondo piano, ma è essenziale come l’aria che respiriamo e che ci permette di restare vivi.

L’occhio del colibrì

Il colibrì può vedere molti più colori dell’essere umano. Anche lo scrittore può cogliere più sfumature nel mondo che lo circonda. Il colibrì fende il vuoto con le sue ali e genera un fruscio che non lo disturba.

La fine di una storia

Fine di una storia? L’espressione sembrerebbe già presagire un epilogo tragico per una storia che ad ascoltare vedere o leggere ci ha appassionati, che si è fatta seguire, suscitando la nostra piena complicità.

Sai, ho scritto un libro

«Sai, ho scritto un libro.» «Wow! E di che parla?» «È una storia complicata, di genere distopico…» «Racconta…» «Beh, riguarda un futuro abitato interamente dalle rane.»

Scrittura ribelle

Ti dicono e diranno che la vita devi prenderla così come viene. Ti diranno che le regole di una narrazione sono quelle di Aristotele da che egli proferì il verbo. Diranno, ti diranno tante cose… Ma tu cosa provi veramente? Cosa senti? Cosa vedi? Come organizzi il mondo? E qual è il tuo modo unico di raccontarlo?

Frutta e scrittura

Quanti semi ha un limone? A volte tanti, a volte nessuno. Dipende dalla pianta. Quanti picchi drammaturgici ha un racconto? Uno o nessuno, dipende dallo scrittore e dalla bontà della storia. E che gusto ha un limone?

Narrami, aedo…

Una mano liscia un tamburo. Comincia a ruotare vorticosamente isolando una tensione. Subentra un aedo, il silenzio è palpabile. C’è una scintilla nei suoi occhi fermi che trattengono la tensione del tamburo. Il pubblico col fiato sospeso attende.

L’arte e il tempo

Ogni forma espressiva ha bisogno di tempo per condensarsi e risultare efficace. Il pennello appena intinto sulla tavolozza del pittore seguirà una traiettoria unica nella sua esistenza, capace di fendere lo spazio, andandosi a posare su un punto esatto della tela. Pittore. Tela.

Giù la maschera

Le belle pagine dei romanzi hanno sempre smascherato la realtà. I personaggi che abbiamo più amato hanno attraversato il loro tempo con un’onestà che gli abbiamo spesso invidiato. Privi di ogni maschera ci hanno sempre detto il vero.

La ricetta di un racconto

Prendi un foglio, la tua confusione, una penna e il bisogno di esprimerti. Butta un po’ di convinzione sul tavolo e stendici sopra i tuoi ingredienti.

La verità di un personaggio

«Ma vuoi togliere quelle parentesi dal racconto?»
«È che mi servono a isolare un pensiero.»
«Ma il pensiero è tuo o del tuo personaggio?»

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