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Agrin Amedì

Agrin Amedì
Agrin Amedì, docente, grafica, traduttrice e direttrice editoriale della Rivista MagO’ di Omero Editore e redattrice della rivista Storie di Questo mondo. Collabora con l’ISMEO in quanto editor e grafica. In quanto illustratrice, ha esposto le sue opere nella mostra “Vita. Morte. E poi?” presso la Sala di Santa Rita, promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma. Tiene, inoltre, corsi di scrittura creativa presso gli Istituti Comprensivi Luigi Settembrini e Sinopoli-Ferrini e presso il Liceo Scientifico Tullio Levi Civita.

ha scritto

Come una formica

«Qual è la caratteristica principale delle formiche?»
«In che senso? Sono cooperative, lavorano in gruppo.»
«Sono inarrestabili.»

Autobiografia e verità

Parlare di sé stessi in terza persona può anche essere considerato un sintomo di follia. Ovunque, tranne che in letteratura.

Tempo presente

È inesatto dire che nella narrativa esistono tre tempi: passato, presente e futuro. Forse, sarebbe più corretto dire che esiste un solo tempo con più sfaccettature: il presente.

Illusioni di primavera

«Mi piace l’entusiasmo che ci piglia tutti con la primavera.»
«Piglia a te, magari. Io ho sempre sonno.»
«E sogni?»

Il guizzo

«È il guizzo a fare la differenza, ne sono convinta.»
«Sì, può essere, ma nella maggior parte dei casi è un moto inconsapevole, qualcosa che capita, un colpo di fortuna.»

Il funambolo

Un passo avanti. Distendi le braccia come un airone. Avanzi. Nessun vento è mai stato così favorevole.

Spigheggiare

È inutile a volte incaponirsi. Cercare la parola esatta, quella capace di riassumere il nostro sentimento, lo stato d’animo delle cose.

In movimento

«Ho il blocco dello scrittore.»
«Perché, sei uno scrittore?»

Una voce da lontano

Non portiamo con noi solo un corpo, ma interi luoghi, spazi, distanze e vertigini.

La grammatica del mondo

«Bisogna essere consapevoli di cosa si sta facendo quando si racconta una storia.»
«Quindi secondo te bisognerebbe già conoscere la storia che si vuole scrivere.»

Enfasi e tormento

Esiste nel dialetto qualcosa di inafferrabile per la lingua italiana. Enfasi e tormento. È quel campanello che fa rumore in una stanza ben riassettata.

Scrivere male

Quand’eravamo bambini scrivere era un atto sacrale. Ogni tentativo di mettere su carta il nostro modo di pensare il mondo includeva due versioni: la “brutta” e la “bella”. Poi siamo cresciuti.

Esercizio di immedesimazione

Come raccontare l’enfasi, la palpitazione improvvisa, l’incrinatura dell’umore? A quali parole o perifrasi ricorrere? Quali sono i gesti più appropriati per muove il dolore tra le mani, sporcando le righe, cambiando foglio?

La caparbietà dell’artigiano

«Ci sono artigiani e artigiani.»
«Naturale. Ma che c’entra adesso?»
«No, è che stavo ragionando sul concetto di bellezza…»

Biglietto di Natale

Come in tutti i generi letterari, anche il Natale è dipinto di una sua particolare atmosfera. Credenti o non credenti, consumisti o meno, questi giorni di dicembre sono in grado di provocare comunque in ognuno di noi un sussulto. Un richiamo.

Una terra inesplorata

Quando ti accingi a scrivere un racconto o un romanzo stai per entrare in una terra inesplorata. Ancora non sai quali leggi fisiche o culturali regoleranno questo nuovo universo. Ancora non conosci bene il tuo personaggio.

Equazioni letterarie

x + y = 2
1 personaggio + 1 antagonista = 2 realtà in conflitto

x2 ÷ y = 1
1 personaggio ben caratterizzato ÷ il suo antagonista = 1 finale certo

[…]

Qual è il segreto?

«Senti un po’, ma ho visto che molti vostri allievi stanno pubblicando.»
«Vero.»
«Nonostante il Covid e il resto.»
«Già.»
«E dimmi, qual è il vostro segreto?»

Cosa abbiamo imparato

Cosa abbiamo imparato dal mondo che ci circonda? A volare come gli uccelli o a nuotare come i pesci ma a non essere fratelli, come diceva qualcuno? Non ne sono sicura.

Lettera a nessuno

Lettore,
ormai quasi nessuno scrive lettere. O se si scrivono, in formato e-mail, tante volte risultano prive di sostanza. Lettere in cui si pensa che basta cominciare con “Caro/a…” per dar vita a una narrazione intima. Ma, lettore, quante volte tu credi a quelle parole?

Dalla cima

Scrivere un romanzo è una montagna da scalare. Trovandoci ai suoi piedi e osservandone la cima, sentirsi intimiditi è quanto c’è di più normale. Quella è materia solo per uccelli dalle grandi ali, ci diciamo. Sarà vero?

Esplosione salvifica

Ti senti a un bivio. Hai una miccia nella tasca della giacca pronta a esplodere. Sei a un bivio. Da una parte puoi disinnescare la miccia e tornartene indisturbato a casa. Dall’altra…

Aldilà di noi

C’è una voce interna che abita ognuno di noi. Una voce che di punto in bianco si rivolge a noi con parole chiare, inaspettate. C’è chi la sente distintamente; chi molto poco; chi fin troppo e chi per nulla. Ma lei c’è e continua a parlarci.

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