Una lingua vibrante

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Esiste nel dialetto – come nelle parole inventate – qualcosa di inafferrabile per la lingua italiana. Enfasi e tormento. È quel campanello che fa rumore in una stanza ben riassettata. È un guizzo improvvisato non solo di una parola, ma della stessa idea di parola...

Esiste nel dialetto – come nelle parole inventate – qualcosa di inafferrabile per la lingua italiana. Enfasi e tormento. È quel campanello che fa rumore in una stanza ben riassettata. È un guizzo improvvisato non solo di una parola, ma della stessa idea di parola. È un impeto. È un’energia poco facile da domare. È un modo di pensare e non solo di comunicare. È un modo di scrivere quando quell’impeto lo richiede, quando al guizzo pizzicato urge palesarsi, quando la stanza, la lingua, il nostro modo di pensare vengono messi sottosopra. E ridefiniti: enfasi e tormento.

 

Questa settimana i nostri allievi pizzicano con audacia le loro storie…

Un giorno Gregor Samsa si svegliò. E, che mi venga un accipugno, si era trasformato in una grassacchiona bottiglia di Polonio-210… di Ilenia Mazzucco

Da quando Faruk è in Italia, lo chiamano con tutti i nomi possibili tranne che il suo. Lo chiamano Capo, Boss, Amico, Fratello, Bello Mio, Capitano, e altre numerose varianti che non si sa per quale motivo sottolineano meriti sportivi che Faruk non ha mai raggiunto… di Enrico Amadore

Otto secondi. Suona la campana. Le urla della folla si fanno di colpo assordanti, strappandomi via dai miei pensieri. È segno che toccherà presto a me… di Benoit Previdi

La sveglia. Anche oggi, implacabile. Coraggio, meglio uno strappo deciso per staccarsi dall’abbraccio del sonno, come il cerotto dalla pelle.Via le coperte, giù i piedi. Ciabatte. Alziamoci. Ahia, le ossa… di Donatella Asmodeo

Tu lo sai. Mi sono chiesta molte volte come sarebbe stata la mia vita, se mia figlia non fosse morta e se non avessi seppellito con lei, tre mesi dopo, il mio primo matrimonio. Sarei rimasta seppellita anch’io in provincia… di Adele Massi

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