Scrivere richiede attenzione, cura, combinazioni giuste, invenzione, tempi di attesa e maturazione, proprio come in cucina. Scrivere un buon racconto è come realizzare un buon piatto. Puoi condividerlo con gli altri e regalare momenti di piacere. Puoi prepararlo per te solo e gustarlo a fondo, un po’ come accade quando trovi l’aggettivo giusto e poi sorridi.
Prima di giungere al compimento di un buon racconto devi misurarti con svariate stesure, con lo stesso impegno che precede la ricetta perfetta: devi farlo e rifarlo più e più volte il tuo piatto. Devi dosare gli ingredienti, i movimenti drammaturgici. E mettendoci cuore, tecnica e sudore, l’esito sarà buono. Da assaporare. Da mangiare. Da rileggere.
Questa settimana i nostri allievi si mettono ai fornelli delle parole buone…
Pffiiuuuhhh!… la Terra emise uno sbuffo di vapore che salì in alto verso un cielo tra l’indaco e il blu notte. Ma non buio del tutto come accade verso la fine del lungo inverno islandese… di Giovanna Vitacchiano




