Lettera per Emma

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Mi piace il suono delle tue grida e guardare le lacrime sulle tue guance. Mi piace e mi sento male per questo. Mi dicono che è per il tuo bene che ti portano via, dicono che saresti in pericolo con me, che potrei farti del male. Potrei ma non voglio…

Cara Emma,

 

è da un po’ che mi chiedo cosa succederà quando ti lascerò. Non so nemmeno se la tua nuova famiglia ti chiamerà Emma oppure no. L’unica cosa che so è che non ti ricorderai di me. Come potresti? Sei solo una bambina. Sto pensando di fare una cosa carina come fanno nei film. Potrei scriverti una lettera in cui ti racconto di me. Una lettera che aprirai quando sarai più grande, così conosceresti tua madre. Sarebbe bello, magari potresti anche volermi bene. Ti vorrei scrivere della mia bella vita, vorrei scriverti che ho sempre voluto un figlio e che tu mi hai reso felice, anche se per poco. Vorrei scriverti che sarò sempre con te. Sarebbero tutte bugie ma sarebbero belle parole da leggere. Non è per questo che ti scriverei quella lettera? Per renderti felice? Ti scriverei che mia madre non mi ha mai voluto bene e che io vorrei essere diversa. Anche quella sarebbe una bugia, o forse no, non del tutto. Io vorrei essere diversa, vorrei volerti bene ma non ci riesco. Sei così piccola nella tua culla e piangi, piangi, piangi. E io non so come farti smettere, forse non voglio che tu smetta. Mi piace il suono delle tue grida e guardare le lacrime sulle tue guance. Mi piace e mi sento male per questo. Mi dicono che è per il tuo bene che ti portano via, dicono che saresti in pericolo con me, che potrei farti del male. Potrei ma non voglio, voglio renderti felice. È per questo che nella lettera ti scriverei che non piangevi molto, che io ti consolavo sempre, che ero davvero una brava mamma. Ti scriverei che ti voglio bene. Non so se quella sia una bugia o meno, non sono mai stata brava a capirlo. Ti scriverei che hanno dovuto portarti via da me perché non avevo i mezzi per occuparmi di te. In parte è vero anche questo. Non so cosa ti scriverei di tuo padre. Probabilmente che mi amava e che c’è stato un incidente o qualcosa del genere. Se devo essere sincera non sono sicura di quale sia la verità su di lui. Ormai per me tutte le persone che vengono a visitarmi hanno la stessa faccia. Forse non ce l’hanno proprio la faccia. Forse non sono nemmeno persone. So solo che mi portano il cibo e che controllano che io non muoia. E che tra poco ti porteranno via da me. Spero che tu starai bene, spero che sarai diversa da me. Forse alla fine ti voglio davvero bene. Alla fine della lettera ti scriverei che sono orgogliosa di te. Anche questo l’ho visto nei film. Anche questo sarebbe una bugia, ovviamente. Insomma, come farei a essere orgogliosa di te se nemmeno ti conosco. Mi sto accorgendo che sarebbe una lettera molto corta. Non sono brava a mentire. Forse allora ti scriverei la verità, questo però ti renderebbe triste. Se davvero ti voglio bene dovrei fare in modo che tu non sia triste. Dopo tutto non ha importanza, non ti scriverò mai quella lettera.

Ecco non stai più piangendo, ti hanno portata via e c’è di nuovo silenzio. Non mi piace il silenzio. Mi manchi ma io non mancherò a te perché non leggerai mai la storia della mia vita, né quella vera né quella bella. Nessuno leggerà mai la mia storia, non voglio che la leggano. Addio Emma, penso di volerti bene. Nei film le persone stanno male quando perdono qualcuno a cui vogliono bene e io sto male. Sono arrabbiata con quelli che ti hanno portata via. Dirò addio anche a loro. Non riusciranno a non farmi morire, non ora che ho una corda come collana. Anche questo l’ho visto nei film. Sto meglio. Ti voglio bene Emma.

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