Una catena al cuore

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Mia cara Bicicletta, mia bellissima compagna, scrivere di noi due é un po’ strano, e un po’ difficile. Ma contro ogni accusa di feticismo e contro ogni pregiudizio, sento necessario renderti omaggio senza paura…

Mia cara Bicicletta, mia bellissima compagna,
scrivere di noi due é un po’ strano, e un po’ difficile. Ma contro ogni accusa di feticismo e contro ogni pregiudizio, sento necessario renderti omaggio senza paura. Ed è un omaggio alla vita, di cui per me tu sei muta portatrice.

Vieni a me spirito speciale dalle ruote sottili! Aiutami ad evocare la dolce perversione che accompagna la nostra corsa, quando, non appena aggancio i miei piedi ai tuoi pedali, diventiamo un tutt’uno. Un Essere nuovo. Liberi e veloci scivoliamo su strade secondarie e ci scaldiamo guardati dal Sole. Sole che sull’asfalto, per tutto il viaggio, proietta di noi un’unica ombra, una sola figura: ci dice con parole d’amore che a lui non importa cosa possano dire gli umani della nostra passione.

E sempre, anche nella solitaria fredda luce di fine febbraio, di buon mattino, i miei occhi diventano i tuoi, affinché́ tu possa vedere, nel teatro della Natura, dal primo all’ultimo, tutti gli atti delle Stagioni. Infreddoliti noi, in cima alla collina, scopriamo, improvvisa e copiosa, la fioritura del Grande Mandorlo: quella sua soffice nuvola rosa che ricopre i neri rami rivolti al cielo, e irradia luce sul terreno bagnato. Annuncia la Primavera. Ed ecco che già siamo in fondo alla strada ed un senso di speranza, un pensiero di bellezza, inizia a correre insieme a noi.

E l’aria che respiriamo ci muove, ci scorre dentro e fuori i muscoli, attraverso i tubi e la catena. Tu, bella e liscia nelle tue solide linee, non ti sai concedere alla femminilità̀. Ed io aggrappato al te sferzato dal vento, avvolto in tessuti cangianti i cui colori si combinano ai tuoi. Siamo dentro un quadro futurista, linee gialle rosse verdi che si intersecano e che escono dalla cornice. Dinamismo e determinazione. C’è energia da liberare, ci sono forze da convogliare, mi alzo sopra di te, e ancor più nelle salite siamo un sol corpo che suda, e che soffre, e che gode, e che non si ferma.

Ma quando poi si ferma… Oh quando si ferma… e la vetta è raggiunta… allora no, non ce n’é per nessuno! Ci sentiamo invincibili. Gratificati dalla nostra impresa, stremati ma appagati dalla fatica. Poche cose al mondo ci fanno sentire vivi così! E poi – qui ti presto le mie labbra per sorridere – c’é un premio venale del valore di 3 euro e 50, quando scendiamo dal nostro podio immaginario: è il caffé al bar con brioche alla crema. Di solito il cielo si dipinge d’azzurro in questo momento. Ed è bellissimo.

Ritorniamo a casa, a volte è già buio. Il tuo lume, fioco, procede come una lucciola stanca. Ci perdiamo. Nessuno ci aspetta. Ma io so che tu sei con me.

Sgancio i pedali. Silenzio.

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