“Ciao Tesoooreeee come andiamooo?” Tisifone non entra, irrompe, come una tempesta nella stanza. Megera e Aletto, appollaiate sulle poltroncine girevoli da ufficio, alzano la testa svogliate. Aletto si lima le unghie, Megera si pettina i capelli che sono una matassa informe e stoppacciosa su una faccia smunta, con occhiaie che nessun correttore potrà mai sconfiggere.
“Ragazze su, animo, giù di sotto ci hanno appena montato la targa… guardate le ho fatto una foto. Vi sembra sufficientemente minacciosa?”
Ma perché c’è scritto Erinni con la ipsilon finale? chiede Aletto.
“Dice che attira i giovani. Ci serve una svecchiata ragazze. Guardate, ho anche creato la pagina InvocazionedelleErinny.com, ci ho messo i nostri servizi più gettonati: “Persecuzione Semplice” “Maledizione degli avi e dei discendenti” “Ira funesta” e poi il nostro prodotto di punta: il “Protocollo Oreste”.
“Seee, quello non lo facciamo dal 400 Avanti Cristo, bei tempi quelli – sospira Aletto – avevo ancora tutti i denti veri. Povero Oreste, tra l’altro, mi hanno detto che adesso lavora nell’officina di Apollo, il meccanico in fondo alla strada.
Comunque, Tisifone capisco tutto ma mi preme ricordarti che siamo pur sempre divinità Ctonie, figlie di Urano, nate dal sangue del suo pene quando Crono lo evirò. Un minimo di dignità mi piacerebbe conservarla.”
“Ma non siete contente di essere nuovamente sulla piazza? – dice Tisifone – non avete voglia di affondare le vostre unghie nella carne e nell’anima dei traditori, degli spergiuri, di chi si rivolta contro l’ordine morale, di chi è spietato con i supplici? Il mondo tremava al nostro passaggio, gli uomini non sostenevano il nostro sguardo: noi, le indomite Erinni.”
Improvvisamente un suono straziante squarcia l’aria.
“Megera, quante volte devo ripeterti di lasciare in pace il Fax. Sì, lo so che il suo verso ti ricorda la fanciullezza, ma ti assicuro che per questa ragione gli esseri umani hanno smesso di usarlo.”
Tisifone balza allo schermo del computer: “Ecco, guardate, abbiamo appena ricevuto una richiesta di servizi, e per il protocollo Oreste per giunta”.
“Che dice?” miagola Megera.
Tisifone cerca gli occhiali.
“Che vuol dire matchati su tinder?”
“Shhh Megera, che già non si capisce niente…” la zittisce Tisifone.
“Dunque vediamo.. tre mesi di chat, lui presissimo, io cuore cuore fiamma, good vibes rosa trafitta finché… e questa cos’è? dice “melanzana melanzana trombetta”.
Vabbè non si capisce niente, proseguiamo: Dopo due settimane mi ha ghostata. Sparito nel nulla, lasciata così, con la doppia spunta blu. Secondo voi se lo punite può tornare?
“Secondo voi “ghostata” vuol dire che lui è morto? Faccio una chiamata ad Ade? Vediamo se ce lo ridà come Euridice?”
“No Megera, non penso sia quello il punto, sospira Aletto. E poi con Euridice non andò niente bene.”
“Ragazze che vi devo dire? Il mondo è cambiato, la modernità è questa: passioni tiepide e furie meschine ma non per questo dovremmo perderci d’animo. Quale castigo suggerite per lo spergiuro?”
“Non lo so sorella, scuote la testa Aletto, a questo al massimo possiamo graffiargli la macchina, tutt’al più bucargli una ruota. Di più mi sa che non vale la pena. Tra l’altro parlavo l’altro giorno con le Parche e mi dicevano che il destino è oramai fuori moda, nessuno ha più la pazienza di attendere il dipanarsi degli eventi e i ricami del fato e loro si sono convertite a fare gli orli lampo”.
“Possiamo almeno sfigurargli la foto-profilo degli account?” chiede Megera speranzosa.
“Sì, quello se lo merita a prescindere, che poi è pure brutto. Ora sorelle andiamo a pranzo per favore. Hanno aperto un nuovo posto per il Pokè giù all’angolo.”






