Aspirante vedovo

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Mi faccio coraggio e striscio lentamente verso il tappeto. Alzandomi vedo davanti a me una finestra aperta e una donna in tailleur, sui tacchi a spillo, in bilico sul cornicione del palazzo. Sorpresa dalla mia presenza fa un passo indietro rischiando la vita come un’equilibrista. Non ho neanche provato a salvarla e già l’ho quasi uccisa…

Ma perché devo sempre infilarmi in queste situazioni? Perché non è possibile tornare a venti minuti fa, quando dentro questa stanza non c’ero?
Mi faccio coraggio e striscio lentamente verso il tappeto. Alzandomi vedo davanti a me una finestra aperta e una donna in tailleur, sui tacchi a spillo, in bilico sul cornicione del palazzo. Sorpresa dalla mia presenza fa un passo indietro rischiando la vita come un’equilibrista. Non ho neanche provato a salvarla e già l’ho quasi uccisa. Le faccio un sorriso e la saluto come farebbe un buon vicino di casa, convinto del fatto che fare finta di niente sia la mossa giusta. Lei mi guarda e mi urla contro.
“Ma chi è lei? Vada via!”
Io rispondo contrariato, ma non per il motivo che si aspetta lei.
“Farebbe meglio a togliersi i tacchi se non vuole che diventi solo un incidente”.
Lei mi guarda con gli occhi iniettati di sangue. Per un attimo penso che voglia uccidere me anziché sé stessa. Poi sbraita:
“Ma chi è? Cosa vuole da me? E si rivesta poi! Si rivesta e se ne vada, se ne vada e si rivesta, anzi se ne vada e basta! Non vede che ho da fare qui?”
Scoppia in un pianto dirotto.
“Oh, no signora!” faccio io ancora nudo, “Io non so bene cosa le sia successo ma vedrà che tutto si risolverà in un modo o nell’altro.”
“Non si avvicini. Niente si risolverà perché è già successo. Mi ha sempre tradita, capisce?”
“Vede signora, a volte non basta la sola acqua per dissetarsi, a volte serve il vino a volte la birra e la stessa cosa succede con le donne, signora…”
Lei mi lancia un’occhiataccia.
“Quello che dice lei è riprovevole. Ma cosa mi sarei dovuta aspettare da un uomo nudo che sbuca di soppiatto dalla mia stanza? Le ho detto di rivestirsi poi, perché è ancora nudo, dove sono i suoi vestiti?”
Mentre mi lego un lenzuolo addosso le dico:
“Vede signora, veramente nella stanza 718 c’ero prima io. È lei che è entrata nella mia camera di soppiatto e io per la paura mi sono nascosto sotto al letto.”
“Ma non dica sciocchezze! Lavoro qui da 24 anni, ho pulito da cima a fondo questo albergo in ogni suo punto, questa è la stanza 781! E poi perché si lega un lenzuolo addosso? Non ha i suoi vestiti?”
A quella domanda la guardo, mi volto verso la porta del bagno, faccio un sospiro e come se l’avessi chiamata apre la porta Samantha. Bella, bionda e con i miei vestiti in mano.
Vedendola la signora sul cornicione alza gli occhi al cielo.
“Fantastico, guarda dove sono capitata per togliermi la vita: da un marito fedifrago! Proprio sulla maledetta scena del crimine, durante un tradimento, complimenti Cinzia, bella prova!”
“Ma no Cinzia, cosa ha capito, io sono vedovo, con Samantha è solo per via della solitudine…”
Lei si sporge dal cornicione come se volesse osservare la caduta che avrebbe dovuto affrontare di lì a poco.
“Lei è proprio un uomo strano sa, si presenta qui completamente nudo mentre io cerco di togliermi la vita… Come ha detto che si chiama?”
“Gustavo, molto piacere.”
E mentre finalmente riesco a tendere la mano verso di lei protesa… il telefono!

L’idillio è rotto e io so che dovrò ricominciare tutto da capo, tanto vale rispondere, almeno questa fastidiosa suoneria smetterà.
Lo guardo e un brivido freddo mi corre lungo la schiena. Cinzia mi guarda e mi fa con un’aria quasi ingelosita
“Beh? Non rispondi?”
Le faccio un sorrisino e porto il telefono all’orecchio rispondendo come un condannato a morte.
“Pronto?”
“…”
“Sono a lavoro. Ma no, certo, perché?”
Inizio a sudare freddo
“…”
“In che senso scusa?”
Ascolto chino per oltre un minuto senza dire una parola. Poi attacco e mi volto verso Samantha che sta lì buttata sul letto a cazzeggiare con il telefonino.
“Beh?” Mi fa Cinzia spazientita nel vedermi dare a Samantha più attenzioni che a lei. Ma io non mi faccio distrarre e interpello la ragazza.
“Samantha. Cosa stai facendo?”
“Sto a gioca’ a fruit crash”
Risponde lei visibilmente annoiata e con un forte accento dell’est Europa.
Io serafico mi volto, prendo il telecomando e accendo la televisione.
“Beh, che fai, ti metti a guardare la tv ora?”
Insinua irritata Cinzia.
Capisco che Cinzia non è più un problema quando metto il canale delle news. Lo guardo indicandolo e commento verso di lei.
“Vedi, quello è il mio culo in tv, Cinzia!”
Lei scende dal cornicione, entra in camera, si avvicina alla tv e allibisce, poi si volta verso di me ed entrambi ci voltiamo verso Samantha.
Samantha stacca per un attimo lo sguardo dal telefono, guarda la tv, poi guarda meglio ed esclama
“Ah sì, quella Instagram stories fatto video io, perché sta a TV?”
Io inizio a gridare disperato mentre mi avvento verso di lei.
“Maledetta! Mi hai rovinato la vita!”
“Fermo!”
Grida Cinzia lanciandosi verso di me.
E mentre ci azzuffiamo a entrambi casca l’occhio sul televisore.
“Ti tradirò fino alla morte: ospite la coppia degli aspiranti suicidi.”
La scritta campeggia sullo schermo mentre è in onda la peggiore fra le trasmissioni di gossip esistenti. La presentatrice con la luce sparata in volto siede davanti a due persone, un uomo e una donna.
“Ma quello è mio marito!”
Dice Cinzia.
“Ma quella è mia moglie!”
Dico io. Ma non faccio in tempo a realizzare che Cinzia si volta verso di me e strabuzzando gli occhi mi dice con fare minaccioso
“Mi avevi detto che eri vedovo! Sei come tutti gli altri uomini!”

E in preda a un attacco d’ira mi si avventa al collo facendomi cadere su Samantha. Io preso dalla rabbia le afferro il collo a mia volta e in un attimo diventiamo uno strangolamento a catena: Cinzia, io e Samantha che, non avendo nessuno da strozzare, riprende la scena con il cellulare in modalità selfie. Improvvisamente cadiamo a terra e mi ritrovo faccia a faccia con Cinzia sul pavimento, il momento è di altissima tensione, ci guardiamo fissi negli occhi con intensità, fino a quando non prendo il coraggio e dico
“Lo sai cosa sta per succedere vero?”
Lei mi risponde con aria colpevole.
“Lo so Gustavo”
Un attimo dopo siamo tutti e tre sul cornicione. Cinzia per uccidersi da un marito infedele, io per la vergogna e Samantha:
“Io faccio Stories Instagram”
Ci ha risposto quando le abbiamo chiesto perché si stava arrampicando con noi.
Ci stringiamo la mano come due fidanzatini, abbiamo deciso di farlo insieme.
“Conto fino a tre”
Dice lei, poi parte.
“Uno… due…”
“Aspetta, aspetta”
“La interrompo.”
“Voglio contare io.”
“Ok.”
Annuisce lei. Io inizio a contare ma mi interrompo al due quando sento uno strano movimento provenire dalla sua mano
“Cosa stai facendo?”
“Niente, perché?”
“Quello lo chiami niente?”
Lei non parla.
“Ti vuoi ancora suicidare con me, vero?”
Dico io.
“Ma certo.”
Poi di nuovo quella scossa, alla quale però questa volta rispondo anche io e lei dopo di me ancora più forte. In pochi secondi stiamo lottando sul cornicione per spingere l’altro verso morte certa.
A un certo punto lei mi strattona troppo forte e io cado nel vuoto, mentre volo verso il basso però vedo lei che si lascia andare per seguirmi.
Negli attimi a seguire un tonfo sordo e nient’altro.
Ci troviamo sul materasso dei pompieri, siamo salvi. Scendiamo e riprendiamo coscienza di noi stessi.
Ancora frastornato noto lei che si alza, prende le scarpe che erano volate via e mettendole mi fa
“Hai visto che non è stato solo un incidente?”
“Parla per te” le rispondo io.

Adesso io e Cinzia siamo sposati e conviviamo da diversi anni. Non poteva andare altrimenti. Se hai vissuto un’esperienza così vicina alla morte con una persona non puoi non legarti per sempre con lei. Tutto va a gonfie vele, sono praticamente rinato quel giorno con lei.
Ci sarebbe solo un piccolo problema. Ho appena ricevuto un messaggio da Samantha, si è rotta le palle di fare l’amante, vuole che lasci Cinzia e sposi lei.
Nel messaggio, la scritta: vieni subito o lo faccio per davvero, e la foto di lei sul cornicione.
Io la guardo e penso
“Ma perché devo sempre infilarmi in queste situazioni?”
Ma perché devo sempre infilarmi in queste situazioni? Perché non è possibile tornare a venti minuti fa, quando dentro questa stanza non c’ero?

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